Biblioteca (lettura pubblicata dalla BBT the bhaktivedanta book trust international)



Ritorno a Krishna

La rivista del movimento Hare Krishna

volume 6 n. 1/2

gennaio-febbraio 1994

Dio è luce. L'illusione è tenebre. Dove c'è Dio non c'è illusione.















Sua Divina Grazia
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
fondatore-acarya dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

Srila Prabhupada è arrivato dall'India in Occidente nel 1965, a sessantanove anni, per soddisfare la richiesta del suo maestro spirituale: insegnare la Coscienza di Krsna in Occidente.
In dodici anni ha pubblicato più di settanta volumi di traduzioni e commenti degli antichi testi vedici, ora distribuiti in tutto il mondo in circa quattrocento milioni di copie.
Viaggiando in Europa, America, Asia, Australia e Africa, Srila Prabhupada ha aperto in tutto il mondo asrama, scuole, templi, centri culturali e comunità agricole.
Ha lasciato questo mondo nel 1977 a Vrndavana in India, il luogo più caro a Sri Krsna.
I suoi discepoli continuano il movimento a cui egli ha dato vita.















La Rivista del Movimento Hare Krishna

RITORNO
A KRISHNA

FONDATA NEL 1944

FONDATORE (sotto la direzione di
Sua Divina Grazia Sri Srimad
Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada)
Sua Divina Grazia
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

DIRETTORE RESPONSABILE:
A. D'Ambrosio  Ali Krsna devi dasi

REDAZIONE:
Parabhakti devi dasi

GRAZIE :
Gopi Priya devi dasi, Jahnavi devi dasi, bhaktin Nicoletta, bhakta Sergio

AMMINISTRAZIONE:
Nimai Pandita dasa

ABBONAMENTI E INFORMAZIONI:
Dananistha devi dasi - B.B.T. Italia - Ufficio Abbonamenti  Strada Bonazza 12  50028 Tavarnelle Val di Pesa (FI)  Tel. 055/8076414, Fax 055/8076630

PRONUNCIA. La translitterazione dei termini sanscriti contenuti in questa rivista è stata eseguita secondo un metodo adottato internazionalmente. La a si pronuncia a chiusa. La a si pronuncia a, aperta e lunga. La i si pronuncia i lunga. La u si pronuncia u lunga. La j si pronuncia g dolce. La r si pronuncia ri. La s si pronuncia sc (come in scena), altrettanto s ma più sibilante. La h è sempre aspirata. Krsna si pronuncia Krishna (il suono sc è dolce); Caitanya si pronuncia "Ciaitanya".

NOMI SPIRITUALI. I membri dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna, ricevono uno dei nomi di Krsna o di un Suo grande devoto seguito dal suffisso dasa (dasi per le donne) che significa "servitore". Per esempio il nome Krsna dasa significa "servitore di Krsna".

© Bhaktivedanta Book Trust  Tutti i diritti riservati

RITORNO A KRISHNA  Pubblicazione mensile registrata presso il tribunale di Milano n° 199 del 13/03/89

VOL. 6 N. 1/2 - gennaio-febbraio 1994

Bhaktivedanta Book Trust Italia

Strada Bonazza 12  50028 Tavarnelle Val di Pesa - FI

FOTOLITO: F.C.M.  Marcallo Con Casone (MI)

STAMPA: Grafiche Cometa - Magenta










CALENDARIO VAISNAVA

Calendario Vaisnava  Gaurabda 507  1993 d.C.

Gennaio:
1 domenica: scomparsa di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati (Digiuno fino a mezzogiorno)
8 sabato: Saphala Ekadasi
14 venerdì: scomparsa di Jiva Gosvami
23 domenica: Putrada Ekadasi (digiuno fino alle 12)
27 giovedì: Sri Krsna Pusya Abhiseka
31 lunedì: apparizione di Srila Gopala Bhatta



Febbraio:
1 martedì: scomparsa di Jayadeva Gosvami
6 domenica: Sattila Ekadasi
15 martedì: apparizione di Raghunatha dasa Gosvami, scomparsa di Visvanatha Cakravarti Thakura
17 giovedì: apparizione di Advaita Acarya (digiuno fino a mezzogiorno)
22 martedì: Bhaimi Ekadasi (digiuno fino alle 12)
23 mercoledì: apparizione di Sri Varaha Deva: il digiuno si osserva il giorno precedente la festa oggi
24 giovedì: apparizione di Sri Nityananda Prabhu (digiuno fino a mezzogiorno)
25 venerdì: Krsna Madhura Utsava, apparizione di Narottama dasa Thakura










VOL. 6 N. 1/2

LA NATURA SUPERIORE
Quando siamo pronti Krsna ci libera dall'illusione e ci conduce nel Suo mondo di libertà

LO SQUILIBRIO ESISTENZIALE
La storia vera di ognuno di noi

CAPATI
Il pane che piace al Signore

L'AUTUNNO
Estratto dal decimo canto dello SrimadBhagavatam

SRIMADBHAGAVATAM
Continua la pubblicazione del più grande classico della spiritualità.

TULASI DEVI
L'amata di Krsna

I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA
Preghiere

LA FESTA DELLA DOMENICA



IN COPERTINA: Sri Krsna, bambino fa il bagno con le gopi, le sue amiche pastorelle, nel fiume Yamuna















LA NATURA SUPERIORE
Quando siamo pronti Krsna ci libera
dal dominio dell'illusione e ci conduce nel Suo mondo di libertà

Conferenza del 25 luglio 1966 di
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
fondatore acarya dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna

janma karma ca me divyam
evam yo vetti tattvatah
tyaktva deham punar janma
naiti mam eti so 'rjuna

"O Arjuna, colui che conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attività, non dovrà più rinascere nel mondo materiale quando lascia il corpo, ma raggiunge la Mia dimora eterna". (Bhagavad-gita 4.9)

Sri Krsna dice: "La Mia nascita e le Mie attività sono tutte trascendentali e chiunque sia in grado di capire le attività trascendentali, l'apparizione e la scomparsa di Dio, la Persona Suprema, in verità diventa una persona liberata". Tyaktva significa "lasciando". Rinunciando all'attuale corpo materiale, si è trasferiti immediatamente nel mondo spirituale. Non si deve ritornare nel mondo materiale per prendere un altro corpo ma si sviluppa subito un proprio corpo spirituale, proprio come Krsna. Questo è il procedimento: comprendendo le attività trascendentali di Krsna, la Sua apparizione, e la Sua scomparsa, ci si spiritualizza completamente.
Il corpo spirituale già esiste. Io sono spirito. Ho il mio corpo spirituale ma quel corpo è ora coperto dalla materia. Comprendendo le attività trascendentali di Sri Krsna, con la coscienza di Krsna, potrò liberarmi. E quale sarà il risultato di tale liberazione? E' spiegato nell'ottavo capitolo della Bhagavad-gita dove il Signore dice mam upetya tu kaunteya duhkhalayam asasvatam napnuvanti "Mio caro Arjuna, Kaunteya (figlio di Kunti), ti prego di notare che chiunque viene a Me non ritorna nel mondo materiale che è duhkhalayam, un luogo di miseria".



Un luogo di miseria e di temporaneità

Il mondo materiale è descritto da Dio, la Persona Suprema, come un luogo di miseria. Se lo scopo di questo luogo è unicamente quello di darci miseria, come è possibile renderlo un luogo di felicità? E' un luogo di miseria. Quindi Sri Krsna dice: "Chiunque ritorna da Me non dovrà ritornare in questo luogo di miserie".
Noi siamo delusi e illusi. Accettiamo questo luogo come una sistemazione permanente ma il Signore dice non solo che questo è un mondo pieno di miserie, ma anche che non si può rimanere qui permanentemente. Per quanto si pianifichi di rimanere qui in modo permanente, non si potrà vivere per molto. Si dovrà lasciare questo posto. Si potranno sprecare energie cercando di rendere molto confortevole questo mondo materiale o si potrà vivere molto confortevolmente per alcuni anni, ma la morte crudele verrà e ci porterà via con forza dalla nostra confortevole posizione e ci metterà in un'altra posizione. E questo va oltre il nostro controllo.
Non possiamo dire "Ho reso sicura la mia posizione. Ho acquisito comodità grazie ai grandi sforzi, con il progresso dello sviluppo economico. Rimarrò qui. Sono felice".
Il tempo dirà: "No, non ti è permesso. Devi andartene subito, senza aspettare".
Quando il vostro Presidente Kennedy stava partecipando alla sfilata e venne il suo tempo, dovette abbandonare ogni cosa al momento, immediatamente, senza esitazione. Non è possibile esitare.
Siamo sotto il dominio della natura materiale. Per quanto possiamo dichiararci indipendenti, noi non siamo indipendenti. Noi siamo dipendenti, completamente dipendenti. Potremo scioccamente trarci in inganno con un falso senso di indipendenza ma siamo completamente sotto il controllo della natura materiale. La natura materiale è così forte che uscire dalla trappola è molto difficile. Ma c'è un modo: E' descritto nella Bhagavad-gita. mam eva ye prapadyante mayam etam taranti te. "Chiunque si sottomette a Me (Krsna) può facilmente oltrepassare l'energia materiale". L'intero processo della natura materiale prosegue sotto il principio che noi dobbiamo ritornare al mondo eterno per ottenere la nostra vita eterna di beatitudine e conoscenza.
Queste cose ci stanno aspettando. Ma se non cerchiamo di raggiungere quella posizione sublime e sprechiamo la nostra energia cercando di modificare questo mondo materiale temporaneo, ci comportiamo da sciocchi. Nel settimo capitolo della Bhagavad-gita (7.15) il Signore dice: na mam duskrtino mudhah prapadyante naradhamah mayayapahrta jnana asurambhavam asritah "Gli stolti, gli ultimi tra gli uomini, coloro la cui conoscenza è rubata dall'illusione e coloro che hanno una natura atea e demoniaca: questi miscredenti non s'abbandonano a Me".
Se vogliamo studiare la Bhagavad-gita, dobbiamo studiare la Bhagavad-gita così com'è. Non possiamo dare interpretazioni personali a seconda della convenienza. E' già stato spiegato in questo quarto capitolo che la Bhagavadgita viene compresa grazie al sistema parampara, la successione disciplica. Quindi dobbiamo ricevere questa conoscenza dalla successione disciplica. La Bhagavad-gita fu esposta milioni di anni fa al dio del sole. Anche questo è detto nella Gita. Il dio del sole insegnò la Bhagavadgita a Manu e Manu istruì Iksvaku. In questo modo la Bhagavad-gita giunge a noi per successione disciplica, ma, all'epoca della battaglia di Kuruksetra, quella grande filosofia dello yoga,  la Bhagavad-gita  era stata perduta e perciò Sri Krsna la insegnò nuovamente ad Arjuna. Quindi se vogliamo comprendere la Gita dobbiamo comprenderla come fece Arjuna. Questo è il metodo.



Né nascita, né morte

Qui il Signore dice: "La Mia apparizione e la Mia scomparsa..." Segnatevi queste parole: apparizione e scomparsa. Le parole nascita e morte non sono applicabili al Signore. Nascita e morte riguardano il corpo materiale. Il corpo materiale ha la sua nascita e il corpo materiale ha la sua morte. Ma il corpo spirituale è eterno. Non ha né nascita né morte. Perciò in relazione con il corpo spirituale l'esatto linguaggio da usare è "apparizione e scomparsa".
Ho dato più volte l'esempio del sole. Il sole appare e scompare. Per il sole non si parla di nascita e morte perché il sole è eterno. Quindi quando il Signore viene, Egli è proprio come il sole che appare e scompare. Il fatto che non vediamo Krsna non significa che Egli non sia presente.
Naturalmente quando acquisiamo sensi trascendentali vediamo Krsna attraverso la Bhagavad-gita. La Bhagavad-gita è Krsna. Non è differente da Krsna. Questo è il senso di conoscenza assoluta. Nel mondo assoluto non c'è differenza tra la persona e le sue parole. Le mie parole o le mie canzoni vengono registrate su un nastro ma sono diverse da me. Questo è il mondo delle dualità. Ma nel mondo assoluto non c'è questa differenza.
Noi cantiamo Hare Krsna, Hare Krsna, Krsna Krsna, Hare Hare. Il nome Krsna e la personalità di Krsna sono la stessa cosa. Quando sento la vibrazione sonora trascendentale Krsna, significa che Krsna è sulla mia lingua, sul mio orecchio. Perciò cantare questa vibrazione sonora trascendentale con devozione e attenzione è il sistema più elevato di yoga e meditazione.
Ed è molto semplice. Il metodo è cantare Hare Krsna e ascoltare esattamente lo stesso suono, in questo modo la mente è concentrata sul suono Krsna e Krsna non è diverso da quel suono. Perciò quando cantiamo Hare Krsna, Hare Krsna, Krsna Krsna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare, il canto è Krsna stesso. Perciò è affermato nel verso: "la Mia apparizione, la Mia scomparsa, le Mie attività e le Mie glorie sono divyam. Divyam significa trascendentale. Non appartengono a questo mondo di dualità.



La natura superiore

Trascendentale significa al di sopra delle dualità. Questa è la natura del mondo assoluto. E chi comprende queste cose, si libera: chi comprende che Krsna non è differente dal suono Krsna, che Krsna non è differente dalla Bhagavadgita, che Krsna non è differente da qualunque cosa collegata a Krsna. Questo deve essere compreso.
Il mondo intero è una manifestazione dell'energia di Krsna. Ci sono due tipi di energia: l'energia inferiore e l'energia superiore. L'energia superiore manifesta le entità viventi. Noi esseri viventi apparteniamo alla natura superiore del Signore Supremo. Jivabhutam mahabaho yayedam dharyate jagat. Questo mondo è fatto di natura materiale inferiore mentre la natura superiore è l'essere vivente. Ma qualunque cosa sia in contatto con Krsna fa parte della natura superiore. Anche cose materiali connesse con la coscienza di Krsna vanno a far parte della natura superiore.
Ho dato più volte questo esempio: se si mette nel fuoco una barra di ferro, questa diventa sempre più calda e gradualmente diventa rosso rovente. Quando è rovente, acquisisce la natura del fuoco. Non è più ferro. Similmente, rimanendo costantemente in coscienza di Krsna ci si trasferisce immediatamente alla natura superiore di Krsna e in questo modo ci si libera. Se si riesce a morire nella natura superiore, allora si applica questa formula: tyaktva deham punar janma naiti "Egli non ritorna nel mondo materiale".
Quindi dobbiamo praticare la coscienza di Krsna in modo tale da dover esistere permanentemente nella natura superiore. E se possiamo morire in quella natura superiore allora il nostro posto nel mondo trascendentale ci viene riservato. In India c'è un detto: bhajan koro pujan kero murte janle haya. Significa: "potrai essere un gran religioso o uno yogi o un grande erudito o che altro, ma ogni cosa sarà messa alla prova al momento della morte". Anche questo è spiegato nella Bhagavadgita: yam yam vapi smaran bhavam tyajaty ante kalevaram. Ante significa "alla fine". Il corpo senz'altro avrà fine. Antavanta ime deha. Il corpo è antavat, destinato a perire. "Sicuro come la morte" Ma nityasyoktah saririnah. Saririnah significa la scintilla, lo spirito che occupa il corpo. Ciò è nitya, eterno. Il metodo è che l'eterno deve liberarsi dal contatto materiale non permanente e dirigersi verso il mondo spirituale.
Durante la vita presente dobbiamo far pratica in modo da rimanere costantemente nella natura superiore, nella natura spirituale, come una sbarra rovente nel fuoco. Non limitandoci a stare in associazione coi devoti, cercando di stabilirci nella natura superiore per una o due ore, tornando nuovamente alla natura inferiore dopo aver lasciato questo luogo. No. Qualunque cosa noi ascoltiamo in questo posto dovremmo cercare di comprenderla chiaramente senza alcun dubbio. Per esempio: Sri Krsna dice che chiunque capisca la Sua apparizione, scomparsa ed attività  tutte cose trascendentali  ritorna al regno di Dio dopo aver lasciato il corpo. Ora, questa cosa deve essere capita chiaramente. Quindi sto cercando di farvi capire chiaramente come questo può essere possibile. Dobbiamo comprendere ogni cosa minuziosamente. Nella Bhagavadgita troverete tad viddhi pranipatena pariprasnena sevaya: bisogna apprendere queste cose da chi le conosce. Non è sufficiente comprare una Bhagavadgita per comprendere tutto. No. Tad viddhi pranipatena pariprasnena sevaya. Occorre avvicinare una persona che ha conoscenza della cosa. Senza di questo, non sarà possibile capire. E' raccomandato, è essenziale.
La nostra tendenza a porre domande sulla natura superiore deve essere risvegliata. Nella natura inferiore noi siamo occupati a mangiare, dormire, difenderci e nella gratificazione dei sensi. Non dovremmo essere soddisfatti rimanendo semplicemente nella natura inferiore. La vita umana è fatta per sviluppare la natura superiore. Il Vedanta Sutra dice: athato brahma jijnasa. Ora che abbiamo un corpo umano, la nostra coscienza è sviluppata. Ora è il momento di porre domande sul Brahman Supremo.
Quindi bisogna sviluppare la natura superiore. Questa associazione trascendentale serve a sviluppare la natura superiore. Dobbiamo comprendere la natura superiore come raccomandato nei Veda. In tutti i testi sacri è detto che senza avvicinarsi ad una persona che può insegnarti la natura superiore, non è possibile sviluppare la natura superiore. Voi avete la natura superiore, ma per invocare quella natura superiore occorre l'assistenza di una persona situata nella natura superiore. Questo è raccomandato.



Accettare un'autorità superiore

Se qualcuno dice: "Non ho bisogno dell'aiuto di nessun maestro spirituale" sbaglia. Nella nostra cultura vedica grandi eruditi come Sankaracarya, Ramanujacarya, Madhvacarya, Nimbarka e Sri Caitanya accettarono tutti un maestro spirituale. In India ci sono stati moltissimi grandi eruditi e tutti hanno accettato un maestro spirituale. Anche Krsna. Krsna, Dio, la Persona Suprema, aveva un maestro spirituale perché voleva mostrare l'esempio. Non ha mai avuto necessità in nessuna circostanza di acquisire conoscenza da qualcuno, ma poiché recitava la parte di un essere umano, Egli diede l'esempio di accettare un maestro spirituale. Questo è il sistema. Evam paramparapraptam imam rajarsayo viduh. La successione disciplica deve essere accettata.
Proprio come noi cerchiamo di comprendere Krsna, Arjuna cerca di comprendere. Arjuna dice a Krsna: sisyas te 'ham sadhi mam tvam prapannam "Io mi sottometto a Te. Accettami come Tuo discepolo". Sisya significa "chi accetta volontariamente le misure disciplinari dalle autorità superiori". Viene detto sisya.
Quindi per essere situato nella natura superiore dobbiamo avvicinare una persona come Krsna o un Suo rappresentante. Arjuna ricevette le istruzioni della Bhagavadgita e sviluppò la natura superiore. Dobbiamo prendere la conoscenza da Arjuna così com'è. Dobbiamo mantenerci sempre nella natura superiore. Allora saremo preparati per il momento della morte. Un giorno dovremo lasciare il corpo. Ora ho settant'anni. I miei giorni sono contati, dovrò lasciare questo corpo. C'è già l'avvertimento.
Quindi dobbiamo prepararci. Per esempio, quando da New York andiamo in California, occorre prenotare il posto e organizzare diverse cose. Allo stesso modo, dobbiamo sapere che dovremo lasciare il corpo e ci dobbiamo preparare per l'occasione. Se non ci prepariamo e tutt'a un tratto la morte arriva, la nostra intera vita è rovinata. Quindi dobbiamo pensare a Krsna. Questo è il metodo più semplice: pensare alle attività di Krsna, come Egli appare, come scompare. Dobbiamo cercare di comprendere queste cose. Questa curiosità di sapere è una richiesta trascendentale. E noi dobbiamo apprendere le risposte da persone che hanno conoscenza. In questo modo saremo in grado di metterci costantemente in coscienza di Krsna. Il risultato sarà che, lasciando il corpo, saremo subito trasferiti al mondo trascendentale. Questo è il metodo.















LO SQUILIBRIO ESISTENZIALE
La Storia Vera Di Ognuno Di Noi

di GOVARDHANA LILA DASI

Quando Paolo aprì gli occhi per la prima volta non capì subito che cos'era successo. Galleggiava in un pallone pieno d'acqua, fuori dal quale avvertiva la presenza di tanta gente che, era chiaro, parlava di lui e rideva di gioia. Stupito da tale
calorosa accoglienza, pensò di essere
giunto finalmente in un luogo in cui tutti erano felici e che avrebbe vissuto un'esistenza perfetta. Quando si guardò, si rese però conto di avere un corpo molto piccolo e incapace di provvedere perfino ai suoi stretti bisogni vitali e immediatamente realizzò: "Oh no, un'altra volta! Tutto da rifare!" In preda all'angoscia, capì di essere destinato a provare la stessa sequela di aspirazioni e relative delusioni già sperimentate migliaia di
volte in altri corpi. Ricordò quante
mamme avesse amato, poi quante
ragazze, quante donne e quanti amici; tante volte era già stato a scuola e
al lavoro; quante personalità diverse
aveva vissuto e quante amarezze
avevano preso il posto delle gioie
fugaci che lo avevano illuso per qualche breve istante.
Cominciò a piangere e a scalciare,
urlando al mondo la sua rabbia, ma
nessuno lo capì. Con la mano sul
ventre di sua madre, tutti continuavano a ridere e a scherzare, convinti che
stesse già manifestando la futura vivacità
del suo carattere. Ecco, ancora una volta
non era compreso. Pensò di suicidarsi. Ma
come fare con quel corpo non ancora nato?
... e poi sarebbe servito solo a ricominciare
con un'altra identità, ma il problema sarebbe stato lo stesso.
Fu così che per la prima volta, disperato, cominciò a pregare.
La storia di Paolo si ripete su tutti i pianeti degli infiniti universi materiali da tempo immemorabile ed è il cammino che ogni anima caduta in questo mondo è forzata a seguire dalle leggi della natura. Dal momento in cui entra in un corpo e prende una nuova nascita, l'anima soffre continuamente un profondo senso di squilibrio tra l'essere e il suo voler essere, tra l'avere e il suo voler avere, tra realtà e desiderio, tra il suo sentire e l'incomprensione altrui. Tutti ne hanno esperienza. Ognuno di noi vorrebbe essere più bello, più ricco, più famoso, più sano, più intelligente, più.... più..., qualunque cosa più di ciò che è in
realtà. Ognuno di noi vorrebbe anche possedere più..., più..., più..., qualunque cosa più di ciò che possiede in realtà. Se riguardiamo inoltre come e perché sono mutati i nostri sentimenti nel corso del tempo, osserviamo che l'insoddisfazione ha guastato ogni relazione d'amore che abbiamo vissuto. Quando la mamma non ci è bastata più, abbiamo cercato degli amici; poi agli amici abbiamo preferito un fidanzato o una fidanzata; poi abbiamo voluto una moglie, poi dei figli, ed ogni volta inevitabilmente ci siamo scontrati con lo stesso senso di delusione e di incomunicabilità che ci hanno amareggiato. Quale figlio non si è ribellato ai suoi genitori? Chi non ha provato le pene d'amore? e chi, divenuto a sua volta genitore, non ha sentito tristezza nel vedere i figli adulti non avere più bisogno di lui?
Questo conflitto tra le aspirazioni dell'essere e la realtà concreta in cui si trova a vivere sono fonte di un profondo senso di disagio e di frustrazione che possiamo definire lo 'squilibrio esistenziale'. I rimedi che ogni individuo trova al suo squilibrio assumono poi i toni diversi che l'indole personale gli detta, per cui c'è chi vi si adatta e sopravvive cercando di spremere il maggior godimento possibile dal proprio corpo; qualcuno impazzisce o si suicida; i
migliori ne fanno oggetto di poesia, senza però trovare una reale soluzione al problema.
La filosofia della Coscienza di Krsna, basata sugli insegnamenti più antichi del mondo che sono contenuti nelle Scritture vediche, definisce chiaramente qual è la causa di questo doloroso senso di disagio. L'essenza di ogni entità vivente è l'anima che, per sua natura costituzionale, è saccidananda, perfettamente felice di vivere un'esistenza eterna e libera dall'ignoranza. Nel mondo spirituale, suo luogo di origine, tutto e tutti sono saccid-ananda e, al di sopra di ogni altra creatura, l'Essere Supremo che è la fonte stessa tanto delle infinite anime quanto delle qualità di eternità, conoscenza e gioia, scambia con tutte le Sue particelle relazioni d'amore rese perfette proprio dall'assoluta mancanza dei limiti imposti dal tempo, dall'ignoranza e dal dolore.
Quando l'anima macchia la sua coscienza pura d'invidia verso l'Essere Supremo, essa diventa un disturbo per l'ambiente incontaminato del cielo spirituale, per questo viene inserita in una natura diversa, dove tutti i suoi tentativi di godere sono ostacolati dalle qualità opposte a quelle del suo luogo d'origine. Vivendo in questo universo, essa soffre per la temporaneità di ogni cosa, disturbata senza tregua dall'impossibilità di acquisire conoscenza perfetta, dalle miserie e dalla sofferenza. Chiusa nella gabbia angusta dell'energia materiale, l'anima salta disperatamente da una sbarra all'altra cercando senza sosta l'uscita che le restituisca la sua naturale libertà. Ma come un uccellino in cattività può solo affidarsi alla benevolenza del suo cacciatore per poter tornare a volare, così l'unica speranza dell'anima riposa sulla misericordia del Signore che, mosso a compassione dalle sue preghiere colme di pentimento per gli errori commessi, riapre per lei le porte della vera realtà.
Certo, il miglior modo di dimostrare le proprie buone intenzioni consiste nel rendersi pienamente disponibili a seguire le istruzioni che sono il mezzo per tornare indietro, per questo ogni persona sincera che decida di prendere la strada che riporta alla casa di Dio deve essere molto attenta a cogliere tutte le opportunità offerte dal Signore e molto seria nell'eseguire la Sua volontà. Mutando così tutta la sua prospettiva di esistenza, chi intraprende questo cammino è benedetto già in questo mondo con un'estrema serenità e alla fine di questo corpo sarà premiato col reinserimento eterno nella realtà perfetta del cielo spirituale, dove il tempo non distruggerà più ogni suo sentimento, dove l'ignoranza e le brutte qualità che l'accompagnano non si frapporranno più tra lui e le altre entità viventi e dove le miserie non potranno arrecargli dolore. Così quel profondo senso di disagio, di frustrazione e di squilibrio resteranno solo come un vago ricordo, un'ombra nella memoria che gli impedirà eternamente di desiderare ancora di venire quaggiù.
Se domani vi accorgeste di avere sofferto abbastanza in questo mondo, rivolgete anche voi una preghiera al Signore e rendetevi disponibili al Suo volere. Presto la vostra vita cambierà.















CAPATI

Il Pane Che Piace al Signore

Semplice, salutare, delizioso:
cinque secoli fa questo pane tradizionale non lievitato
è stato prescelto per essere offerto a Krsna
ed oggi ha un ruolo essenziale in cucina.

di VISAKHA DEVI DASI

Madhavendra Puri si svegliò lamentandosi: "Ho visto il Signore davanti a me ma non sono stato in grado di riconoscerLo!".
Il giorno prima, mentre Madhavendra Puri stava digiunando e meditando sotto ad un albero nella terra sacra di Vrndavana, un bellissimo pastorello era apparso davanti a lui, sorridendo in modo incantevole, e gli offrì un vaso di latte. Madhavendra Puri accettò il latte ma, sebbene il ragazzo gli avesse promesso di ritornare a riprendere il vaso vuoto, non lo fece. Madhavendra Puri aveva cantato Hare Krsna per tutta la notte aspettando che quel bambino meraviglioso tornasse, ma verso la mattina si appisolò per un poco e sognò che il ragazzo gli aveva preso le mani e l'aveva portato in un cespuglio nel bosco.
"Io abito in questo cespuglio" aveva detto il ragazzo "e soffro molto per la pioggia, il vento, il freddo rigido, e il caldo torrido. Ti prego, conduci qui la gente del villaggio e fa in modo che Mi portino via da questo cespuglio e Mi portino in cima alla collina. Il Mio nome è Gopala, aveva detto il ragazzo (Gopala è un nome di Krsna che significa "Colui che si prende cura delle mucche"). Quando i soldati avevano attaccato Vrndavana, il sacerdote che Mi serviva Mi nascose qui e poi scappò via per la paura. Da allora sono rimasto m questo cespuglio. Sono felice che tu sia venuto, ora portaMi via di qui con attenzione". Poi il ragazzo era scomparso.
Svegliandosi, Madhavendra Puri si sentì dispiaciuto per non aver saputo riconoscere il ragazzo del sogno come Gopala, Dio, la Persona Suprema. Ma Madhavendra Puri aveva piena fede nelle parole pronunciate da Gopala nel sogno. Quindi si recò al villaggio e spiegò la situazione alla gente. Tutti insieme si recarono nel bosco, nel luogo esatto indicato da Gopala: scavarono e trovarono una forma del Signore scolpita nella pietra e la portarono sulla cima della collina.
Madhavendra Puri non pensò mai alla Divinità di Gopala solo come ad una statua di pietra che rappresenta il Signore. Vedeva la Divinità direttamente come Dio Stesso, la Persona Suprema, nella Sua pienezza e opulenza. Madhavendra Puri sapeva che, sebbene Dio sia presente ovunque, Egli viene personalmente nella forma di Divinità per reciprocare il servizio d'amore dei suoi devoti. Per coloro che hanno una visione materiale, la Divinità può sembrare materia inerte, ma un puro devoto realizza che non c'è differenza tra la Divinità del Signore ed il Signore Stesso. Un tale devoto serve la Divinità proprio come farebbe con il Signore direttamente. Quindi la Divinità di Sri Gopala, per Suo desiderio trascendentale, impegnò al Suo servizio Madhavendra Puri e centinaia di persone del luogo, aumentando in questo modo il loro amore per Lui. Dopo tutto, se il Signore vuole venire tra noi come Divinità di Gopala, chi in questo mondo potrebbe fermarLo?
Gli abitanti del villaggio diedero il benvenuto a Gopala con melodiosi suoni di corni, tamburi e canti, mentre Madhavendra Puri lavava il corpo trascendentale del Signore con centinaia di vasi contenenti acqua, yogurt, latte, miele, zucchero e ghi (burro chiarificato). Massaggiò il Signore con olii pregiati, Lo lavò nuovamente, e Lo vestì con abiti nuovi.
Poi gli abitanti del villaggio offrirono a Sri Gopala preghiere, omaggi e tutto il riso, farina e dal che avevano. Portarono una tale quantità di cibo da coprire l'intera superficie della collina. Cuochi esperti prepararono dozzine di varietà di vegetali, zuppe, torte, riso e capati. Misero il riso su foglie e lo contornarono con pile di capati ciascuna generosamente ricoperta di ghi. Poi misero tutte le preparazioni di vegetali in vasi e le sistemarono intorno ai capati. Infine, sistemarono anfore di yogurt, latte, burro, formaggio, riso dolce, crema e crema solida vicino ai vegetali. Così celebrarono la sontuosa festa chiamata annakuta, e Madhavendra Puri personalmente offrì ogni cosa alla Divinità di Gopala con grande devozione. Gopala mangiò con gioia tutto il cibo e disse a Madhavendra Puri: "Ho accettato il tuo servizio per via del tuo intenso amore per Me".
Sebbene Gopala avesse mangiato tutto il cibo senza lasciarne una briciola, Egli lo restituì tutto con la Sua potenza trascendentale. Questi sono i divertimenti della Divinità del Signore.
Quando il Signore fu soddisfatto, Madhavendra Puri riunì tutti i cuochi e disse: "Ora date da mangiare a tutti suntuosamente, dai bambini agli anziani!". Gli abitanti di quel villaggio e dei villaggi vicini festeggiarono tutti assieme con il generoso prasadam (cibo offerto al Dio).
Mentre l'intera regione pian piano venne a sapere dell'apparizione di Gopala, gente da zone più lontane cominciò a visitarLo. Ogni gruppo di persone voleva eseguire la cerimonia di annakuta, quindi giorno dopo giorno portarono riso, dal, farina, verdura, ghi, latte, dolci, fiori e varie altre offerte per la Divinità.
I cuochi preparavano cibo in continuazione, offrivano le preparazioni a Gopala e poi distribuivano prasadam a tutti. Sri Gopala era molto compiaciuto e anche il Suo devoto Madhavendra Puri.
Nel quindicesimo, secolo, quando accadde tutto ciò, Madhavendra Puri aveva offerto i capati a Sri Gopala. E analogamente, cinquemila anni fa, a Vrndavana si offrivano i capati a Sri Krsna.
Se volete potete fare anche voi i capati per offrirli a Krsna a casa vostra, e consumare poi questo semplice ma delizioso e nutriente pane.
I devoti nei templi di Krsna seguono una procedura specifica e formale per offrire il cibo a Krsna. Per le vostre offerte a casa comunque potete cominciare con alcune procedure molto semplici. Prima di tutto, mentre cucinate, cercate di ricordarvi che lo fate per il piacere di Krsna. Secondo, non assaggiate mai la preparazione prima di offrirla a Krsna: Egli deve essere il primo ad assaggiarle. Terzo, quando la preparazione è pronta, mettetene una porzione davanti ad una immagine di Krsna, quindi cantate Hare Krsna e pregate affinché il Signore accetti la vostra offerta. Se volete saperne di più, scriveteci!















Capati

Il capati è il più popolare tra i pani non lievitati ed è fatto tradizionalmente con farina di grano integrale macinata a pietra, ricca di fibre, vitamina B ed E, proteine, ferro, grassi insaturi e carboidrati. Come tutto il pane integrale, i capati contengono anche acido fitico, un elemento che regola la quantità di calcio e di altri minerali che il corpo assorbe. I buongustai possono quindi apprezzare i capati per il loro sapore raffinato e gli appassionati di diete naturali per il loro particolare contenuto nutritivo.
Sulla farina: la maggior parte del pane della tradizione vedica è fatto con un tipo di farina integrale chiamata atta o farina per capati. Questa farina è abbastanza diversa da quella che si trova nei supermercati e nei negozi di alimenti naturali. La farina per capati è fatta di grano integrale finemente macinato (di solito i cuochi in India la rendono ancora più fine setacciandola). Questa farina di colore marroncino chiaro è molto nutriente. La pasta che si ottiene è morbida come il velluto e si può lavorare e modellare facilmente.
Se non trovate la farina per capati, potete usare una comune farina integrale setacciandola per renderla più fine o mischiandola con farina normale bianca. Quanta farina bianca aggiungere dipende dalla qualità della farina integrale, ma generalmente due parti di farina integrale e una parte di farina normale danno buoni risultati. Per risultati migliori, usate farina appena macinata. Ricordate che le farine variano secondo il tipo di grano, la lavorazione e l'umidità che assorbono, quindi anche le dosi più accurate possono aver bisogno di essere arrotondate.



Ingredienti per una dozzina di capati:
circa 2 tazze di farina per capati o farina integrale, mezzo cucchiaino di sale (facoltativo), 2/3 di tazza di acqua tiepida, 4/ 5 cucchiaini di burro fuso o ghi.



Preparazione della pasta

Mettete da parte mezza tazza di farina che servirà per stendere i capati. Aggiungete il sale al resto della farina. Mettete in un contenitore l'equivalente di una tazza di acqua tiepida. Versate circa 2/3 dell'acqua nella farina e contemporaneamente lavoratela fino a fare un impasto (fig. 1).
Mischiate vigorosamente aggiungendo abbastanza acqua per ottenere una pasta soffice e maneggiabile. Impastate premendo con le nocche o i palmi delle mani fino a far diventare la pasta liscia come seta o per almeno dieci minuti (fig. 2). Fatene una palla compatta, mettetela in un contenitore, strofinatevi sopra dell'acqua fino a formare una pellicola sottile e avvolgetela in un panno umido. Lasciate riposare per almeno mezz'ora a temperatura ambiente. Se la pasta è ben coperta, potrete lasciarla anche per 68 ore nelle quali l'acqua e il glutine formeranno un tessuto molto elastico.



Come preparare e cucinare i capati

Preriscaldate la piastra di ferro su fuoco medio per circa tre minuti. Prendete la mezza tazza di farina che avevate messo da parte e mettetela in un piatto.
Lavorate la pasta, aggiungendovi farina se diventa troppo appiccicosa. Dividete la pasta in circa una dozzina di parti uguali. Poi prendetene un pezzo alla volta, infarinatelo e, con i palmi delle mani, fatene delle palline lisce. Mettete le palline su un piatto e avvolgetele in un panno umido.
Ora prendete una pallina e immergetela in abbastanza farina da evitare che si appiccichi. Quindi schiacciate la pallina (fig. 3), passatela nuovamente nella farina su entrambi i lati, e, usando un mattarello, fatene un disco di circa 8 centimetri di diametro stendendolo dal centro. Passate nuovamente il disco nella farina e stendetelo in tutte le direzioni dando uno spessore omogeneo (fig. 4). Il cerchio di pasta dovrà essere quanto più possibile sottile e rotondo e dovrà misurare circa 1215 cm. Quando stendete la pasta, usate poca farina, quanto basta per evitare che attacchi.
Sollevate il disco di pasta, rimuovete la farina in eccesso sbattendolo tra i palmi delle mani e posatelo sulla piastra preriscaldata (fig. 5). Fatelo cuocere per circa 4050 secondi poi giratelo e lasciatelo sulla piastra per altri 3545 secondi.
Sollevate il capati dalla piastra e mettetelo con attenzione direttamente sulla fiamma alta o su una schiumarola larga. In pochi secondi il capati si gonfierà, riempiendosi di vapore caldo (fig. 6). Girate il capati delicatamente e cuocetelo fino a quando la superficie avrà dei piccoli segni neri.
Togliete il capati dal fuoco e fatene uscire l'aria calda. Spennellate un lato con il burro fuso o il ghee e offritelo immediatamente a Krsna; mettetelo poi in un telo pulito (ricordate che i capati devono avere spazio per respirare, quindi non copriteli tenendoli troppo stretti perché diventerebbero molli per il vapore interno).
Cercate di stabilire un ritmo nei vostri movimenti così da stendere un capati mentre ne cuocete un altro. In questo modo potrete fare un capati ogni due minuti circa.
Ricetta di Yamuna devi dasi















L'AUTUNNO
a cura di KIRTIDA DASI

Quella che segue è una scelta di versi tratta dal capitolo ventesimo del decimo Canto dello SrimadBhagavatam. Questo Canto è distinto dagli altri perché descrive direttamente le attività trascendentali di Dio, la Persona Suprema, Sri Krsna; i versi presentati qui, tuttavia, costituiscono, per così dire, una parentesi nel corso dello svolgimento narrativo, e sono destinati ad arricchire il racconto dei divertimenti di Krsna con la descrizione della bellezza di Vrndavana durante la stagione delle piogge e al sopraggiungere dell'autunno. Nella presentazione di questo argomento Sukadeva Gosvami offre istruzioni affascinanti con l'ausilio di analogie e di metafore.



Verso 3 e 4  Traduzione  Poi cominciò la stagione delle piogge che dà vita e sostentamento a tutti gli esseri viventi. Il cielo cominciò a rombare con tuoni e fulmini che illuminavano l'orizzonte. Il cielo allora si coprì di dense nuvole blu, accompagnate da fulmini e tuoni. Così il cielo e la sua illuminazione naturale erano coperti, proprio come l'anima spirituale è coperta dalle tre influenze della natura materiale.

Spiegazione  Il fulmine è paragonato all'influenza della virtù, il tuono all'influenza della passione e le nuvole all'influenza dell'ignoranza. Così, all'inizio della stagione delle piogge il cielo nuvoloso è analogo all'anima spirituale pura che comincia ad essere disturbata dall'influenza della natura: da quel momento infatti essa è coperta e la sua brillantezza originale è solo debolmente riflessa attraverso la nebbia delle influenze materiali.

Verso 5  Traduzione  Coi suoi raggi il sole aveva bevuto per otto mesi la ricchezza della terra in forma d'acqua. Ora che il tempo opportuno era arrivato, il sole cominciò a liberare questa ricchezza accumulata.

Spiegazione  Gli acarya paragonano la ricchezza d'acqua della terra, che il sole fa evaporare, alle tasse raccolte da un re. Nel ventesimo capitolo de Il libro di Krsna Srila Prabhupada spiega l'analogia nel modo seguente: "Le nuvole hanno accumulato acqua dalla terra mediante irradiazione solare. Per otto mesi il sole fa evaporare ogni genere di acqua dalla superficie terrestre e quest'acqua si accumula in forma di nuvole e sarà poi distribuita in forma d'acqua al momento del bisogno. Similmente, anche un governo può esigere tasse nella forma di imposte di reddito e di imposte di vendita, il che è paragonato al sole e al suo assorbimento d'acqua dalla terra. Quando si presenta di nuovo il bisogno d'acqua sulla superficie terrestre, il calore del sole converte l'acqua in nuvole, e in questo modo distribuisce l'acqua da un capo all'altro del mondo. In modo analogo le tasse raccolte dal governo, devono essere distribuite alla popolazione in forma di attività educative, di lavoro pubblico, di assistenza sanitaria e così via. Ciò è essenziale per un buon governo. Il governo non dovrebbe soltanto esigere tasse al fine di sprecare il denaro senza alcuna utilità; l'esazione di tasse dovrebbe essere finalizzata al benessere pubblico dello Stato". Verso 6  Traduzione  Tra il balenare dei lampi, le grandi nuvole erano agitate e spazzate da venti selvaggi. Proprio come persone misericordiose, le nuvole davano la loro vita per il piacere del mondo.

Spiegazione  Come le grandi personalità compassionevoli talvolta danno la vita o le ricchezze per il benessere della società, così le nuvole versano la loro pioggia sulla terra inaridita. Sebbene le nuvole così venissero distrutte, fornivano generosamente piogge abbondanti per il benessere della terra.
"Quando Maharaja Dasaratha, il padre di Sri Ramacandra, usava combattere coi suoi nemici, si diceva che li avvicinasse proprio come un agricoltore estirpa le piante e gli alberi inutili, e allorché sorgeva la necessità di offrire in carità, egli distribuiva il denaro esattamente nel modo in cui le nuvole distribuiscono la pioggia. La distribuzione della pioggia da parte delle nuvole è così imponente che è paragonata alla distribuzione di ricchezza da una grande e munifica personalità. La distribuzione d'acqua da parte delle nuvole è a tal punto sufficiente al bisogno d'acqua. La nuvola è simile a una persona caritatevole che apre il suo tesoro per distribuire senza discriminare se la carità è necessaria o no.
Parlando metaforicamente il fulmine nelle nuvole di pioggia è la luce grazie alla quale esse vedono la condizione disagiata della terra e i venti impetuosi sono il pesante respiro che si riscontra in una persona addolorata; così le nuvole tremano nel vento come persone compassionevoli e versano l'acqua di cui dispongono.

Verso 7  Traduzione  La terra si era impoverita a causa del calore estivo, ma tornò ad essere completamente nutrita quando fu inumidita dal dio della pioggia. Così la terra era simile ad una persona il cui corpo era stato impoverito dalle austerità affrontate per un obiettivo materiale; essa però torna ad essere completamente nutrita quando ottiene il frutto di tali attività.

Verso 8  Traduzione  Nel crepuscolo, durante la stagione delle piogge, l'oscurità permette alle lucciole ma non alle stelle di splendere, come durante l'età di Kali il prevalere delle attività colpevoli permette alla dottrine atee di oscurare la vera conoscenza dei Veda.

Spiegazione  Srila Prabhupada commenta: "Durante la stagione delle piogge, di sera, molte lucciole sono visibili qua e là attorno alle cime degli alberi e scintillano come piccole luci. Gli astri del cielo, invece, la luna e le stelle non sono visibili. Similmente, nell'età di Kali gli atei e i miscredenti prevalgono e sono visibili, mentre le persone che seguono i principi vedici in vista dell'emancipazione spirituale, in pratica sono oscurate. In quest'età la vera conoscenza è coperta dall'influenza del progresso materiale della civiltà. Gli speculatori a buon mercato, gli atei e i fabbricanti di cosiddetti principi religiosi prevalgono come le lucciole, mentre le persone che seguono rigidamente i principi vedici sono coperti dalle nuvole di quest'età".

Verso 11 Traduzione  L'erba tenera rese la terra verde smeraldo, gli insetti indra-gopa aggiunsero una colorazione rossastra e i bianchi funghi aggiunsero altri colori e cerchi d'ombre così che la terra sembrava una persona che sia diventata improvvisamente ricca.

Verso 12  Traduzione  Con la loro ricchezza di cereali i campi erano fonte di gioia per gli agricoltori, ma creavano rimorsi nel cuore di coloro che sono troppo orgogliosi per impegnarsi nel lavoro agricolo, non comprendendo che ogni cosa è subordinata al controllo del Signore.

Spiegazione  Per la gente che vive nelle grandi città è facile sentirsi infelici e annoiati quando si verificano grandi acquazzoni. Gli uomini hanno dimenticato che la pioggia alimenta il raccolto che servirà al loro nutrimento. Sebbene essi trovino certamente il piacere di mangiare, non apprezzano il fatto che con la pioggia il Signore Supremo alimenti non soltanto gli esseri umani ma anche le piante, gli animali e la terra stessa. Le persone moderne e sofisticate guardano con disprezzo coloro che sono impegnati nel lavoro agricolo.

Verso 17  Traduzione  Benché le nuvole siano amici benevoli di tutti gli esseri viventi, il fulmine, instabile nelle sue affinità, si muove da un gruppo di nuvole ad un altro come donne lussuriose che non sono fedeli neppure a uomini virtuosi.

Spiegazione  Srila Prabhupada commenta: "Durante la stagione delle piogge i fulmini appaiono in un gruppo di nuvole e subito dopo in un altro gruppo. Questo fenomeno è paragonato ad una donna lussuriosa che non tiene fissa la mente su un uomo solo. Una nuvola è paragonata ad una persona qualificata perché versa la pioggia e dà sostentamento a molta gente. E in modo simile un uomo qualificato dà sostentamento a molte creature viventi
come per esempio i membri della sua famiglia e i membri di un'attività.

Verso 19  Traduzione  Durante la stagione delle piogge la luna è impedita nel suo apparire a causa della copertura delle nuvole, che sono esse stesse illuminate dai raggi della luna. Similmente, l'essere vivente nell'esistenza materiale è impedito nel suo diretto apparire a causa della copertura del falso ego, che è illuminato dalla coscienza dell'anima pura.

Spiegazione  L'analogia presentata qui è molto bella. Durante la stagione piovosa non possiamo vedere la luna, perché la luna è coperta dalle nuvole. Le nuvole tuttavia sono radianti grazie alla radiosità dei raggi lunari. Similmente, nella nostra condizione di esistenza materiale, non possiamo percepire direttamente l'anima perché la nostra coscienza è coperta dal falso ego. Come spiega la Gita, l'energia dell'anima è coscienza, e quando questa coscienza si manifesta attraverso lo schermo del falso ego, appare come opaca coscienza materiale, in cui non vi è diretta visione dell'anima o di Dio. Nel mondo materiale anche grandi filosofi, in definitiva, ricorrono a confuse ambiguità quando parlano della Verità Assoluta, proprio come il cielo nuvoloso manifesta soltanto in modo opaco e indiretto la luce iridescente della luna. Durante la vita materiale il nostro falso ego è spesso pieno di entusiasmo, di speranza, e apparentemente inconsapevole dei diversi problemi materiali; tale stato di incoscienza ci incoraggia a proseguire nell'esistenza materiale. In realtà però noi stiamo soltanto sperimentando l'opaco riflesso della nostra originale coscienza pura, che è coscienza di Krsna  percezione diretta dell'anima e di Dio. Non realizzando che il falso ego ostacola e intorpidisce la nostra vera coscienza spirituale piena di luce e di felicità, pensiamo erroneamente che la coscienza materiale sia piena di conoscenza e di felicità. Ciò equivale a pensare che le nuvole luminose illuminino il cielo, mentre in realtà è la luce della luna che illumina il cielo e le nuvole rendono opaco e ostacolano il chiaro di luna. Le nuvole sembrano luminose perché filtrano e ostacolano i raggi brillanti della luna. Similmente, a volte, la coscienza materiale appare piacevole o illuminata perché sta schermando o filtrando l'originaria felice e illuminata coscienza che proviene direttamente dall'anima. Se riusciamo a capire l'ingegnosa analogia contenuta in questo verso, possiamo avanzare velocemente nella vita spirituale. Verso 22  Traduzione  Le gru continuarono a dimorare sulle rive dei laghi, benché le spiagge fossero disturbate durante la stagione piovosa, proprio come persone materialiste dalla mente contaminata restano sempre a casa nonostante la presenza di un gran numero di inconvenienti.

Spiegazione  Durante la stagione piovosa vi sono spesso fanghi scivolosi lungo le rive dei laghi, e talvolta pietre e altri rifiuti accumulati. Nonostante questi inconvenienti, anitre e gru continuano a girovagare attorno alle sponde dei laghi. Similmente innumerevoli e penosi eventi turbano sempre la vita familiare, ma un materialista non considera nemmeno l'ipotesi di affidare la sua famiglia nelle mani dei suoi figli cresciuti e di andar via in cerca di avanzamento spirituale. Considera quest'idea sconveniente e incivile perché ignora completamente la Verità Assoluta e la sua relazione con tale verità.

Verso 25 e 26  Traduzione  Quando la foresta di Vrndavana diventò così risplendente, ricca di datteri maturi e frutti di jambu, Sri Krsna, attorniato dalla mucche e dai pastorelli e accompagnato da Sri Balarama entrò per divertirsi nella foresta. Le mucche dovevano muoversi lentamente a causa delle loro mammelle pesanti di latte, ma esse velocemente corsero da Dio, la Persona Suprema, appena Egli le chiamò e il loro affetto per Lui provocò l'inumidirsi delle loro mammelle.

Verso 32, 33 e 34  Traduzione  Mentre Sri Rama e Sri Kesava dimoravano a Vrndavana, l'autunno arrivò, il tempo in cui il cielo è senza nuvole, l'acqua è chiara e il vento gentile. La stagione autunnale, che rinvigorì i fiori di loto, riportò anche le diverse masse d'acqua alla loro purezza originaria, proprio come il procedimento del servizio devozionale purifica la mente degli yogi caduti, quando tornano al loro servizio. L'autunno ripulì il cielo dalle nuvole; liberò la terra della sua copertura di fango e purificò l'acqua dalla sua contaminazione; nello stesso modo il servizio reso a Sri Krsna libera i membri dei quattro ordini spirituali dalle agitazioni corrispondenti a tali ordini.

Verso 35  Traduzione  Le nuvole, avendo lasciato tutto ciò che possedevano, brillavano di una radiosità purificata, proprio come i saggi sereni che hanno abbandonato tutti i desideri materiali e, per conseguenza sono liberi da ogni inclinazione al peccato.

Spiegazione  Le nuvole cariche d'acqua sono scure, come la mente materiale di un uomo impuro copre l'anima che risplende all'interno. Quando però le nuvole versano la loro acqua diventano bianche e riflettono lo splendore del sole; così la persona che ha abbandonato i suoi desideri materiali e la tendenza a peccare si purifica e riflette vivacemente la sua anima e l'Anima Suprema dentro di sé.

Verso 36  Traduzione  Durante questa stagione le montagne talvolta liberano la loro acqua pura e talvolta non lo fanno.

Proprio come persone esperte di scienza trascendentale talvolta danno il nettare di questa conoscenza e talvolta no.
Spiegazione  La prima parte di questo capitolo descrive la stagione piovosa, e la seconda tratta della stagione autunnale che ha inizio quando la pioggia si interrompe. Durante la stagione piovosa l'acqua scende sempre dalle montagne, ma durante l'autunno talvolta scorre e talvolta no. Similmente i grandi maestri santi talvolta parlano di conoscenza spirituale e talvolta restano silenziosi. L'anima realizzata nel sé è in stretto contatto con l'Anima Suprema e, secondo i desideri dell'Anima Suprema, un maestro spirituale esperto può parlare e non parlare della Verità Assoluta in relazione a specifiche circostanze.

Verso 37  Traduzione  I pesci che nuotano in un'acqua sempre in diminuzione non capiscono affatto che essa sta decrescendo, proprio come gli uomini di famiglia sciocchi non possono capire che il tempo della loro vita diminuisce di giorno in giorno.

Verso 41 Traduzione  Come le persone che praticano lo yoga tengono i loro sensi sotto stretto controllo affinché la loro coscienza non si disperda attraverso i sensi agitati, così gli agricoltori erigono forti argini di fango per trattenere l'acqua nelle risaie non permettendole di scorrere via.

Spiegazione  Srila Prabhupada commenta: "In autunno gli agricoltori trattengono l'acqua all'interno dei campi costringendo argini resistenti in modo che l'acqua così trattenuta non corra via. Non vi è alcuna speranza di un nuovo acquazzone; perciò essi vogliono mantenere nel campo tutto ciò che è possibile. Similmente, una persona che è veramente avanzata nella realizzazione spirituale protegge la sua energia controllando i sensi.
Dopo i cinquant'anni è consigliato quindi di ritirarsi dalla vita familiare e di conservare l'energia del corpo per utilizzarla nell'avanzamento della coscienza di Krsna. Se non si è in grado di controllare i sensi e di impegnarli nel trascendentale servizio d'amore di Mukunda, non vi è possibilità di salvezza.

Versi 42 e 43  Traduzione  La luna d'autunno sollevò tutte le creature dalla sofferenza causata dai raggi del sole, come la saggezza solleva una persona dalla miseria causata dall'identificazione con il corpo materiale, e come Sri Mukunda solleva le signore di Vrndavana dal dolore causato dalla separazione da Lui. Libero dalle nuvole e pieno di stelle visibili nitidamente, il cielo autunnale brillò sfolgorante, proprio come la coscienza spirituale di chi ha direttamente sperimentato la spiegazione delle Scritture vediche.

Spiegazione  Il cielo d'autunno, chiaro e stellato, può essere paragonato al cuore puro di un devoto. La natura spirituale è sempre brillante, pura e felice, e questa natura spirituale definita Vaikuntha soddisfa immediatamente tutti i desideri dell'anima. Questo è il segreto della coscienza di Krsna.















Scritture Vediche

SRIMADBHAGAVATAM

Primo Canto: La Creazione

Continua la pubblicazione dello SrimadBhagavatam, il grande classico della spiritualità scritto cinquemila anni fà da Krsna Dvaipayana Vyasa, tradotto dall'originale sanscrito da Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada Lo SrimadBhagavatam, l'essenza di tutte le Scritture Vediche, è la scienza spirituale che ci permette di conoscere non solo la sorgente ultima di ogni cosa, l'Essere Supremo, ma anche la relazione che ci unisce a Lui, e spiega che il nostro dovere è di agire per migliorare la società umana in base a questa conoscenza infallibile. Chi fosse interessato all'intera opera può contattare la Bhaktivedanta Book Trust Italia.







CAPITOLO VII



VERSO 24


sa eva jivalokasya
mayamohitacetasah
vidhatse svena viryena
sreyo dharmadilaksanam

sah: questa Trascendenza; eva: certamente; jivalokasya: delle anime condizionate; mayamohita: affascinate dall'energia illusoria; cetasah: nel cuore; vidhatse: esegue; svena: con la Tua; viryena: influenza; sreyah: il bene ultimo; dharmaadi: i quattro principi della religione; laksanam: caratterizzato da.



TRADUZIONE

Sebbene al di là di ogni influenza materiale, Tu Ti sottometti ai quattro principi della religione. Mostrando così la via della liberazione Tu servi il bene ultimo di tutte le anime condizionate.



SPIEGAZIONE

Il Signore Supremo, Sri Krsna, discende in questo mondo manifestato per pura compassione, al solo fine di liberare le anime condizionate, prigioniere dell'energia illusoria, ma Egli non è soggetto alle tre influenze della natura materiale perché Si trova eternamente situato al di là di ogni manifestazione materiale. Assalite dall'energia illusoria, le anime cadute cercano di sfruttarla con mille falsi pretesti allo scopo di soddisfare i loro sensi, ma la natura stessa dell'essere vivente lo rende incapace di godere di tutto per sé stesso. Eternamente, infatti, egli rimane il servitore del Signore. Ma se dimentica questo cade prigioniero dell'illusione e sogna di godere della materia. Il Signore discende in questo mondo per mettere fine a questa sensazione illusoria di godimento liberando così le anime condizionate per ricondurle a Lui, nel Suo regno. Così si esprime l'infinita compassione del Signore per le anime cadute.



VERSO 25


tathayam cavataras te
bhuvo bhara-jihirsaya
svanam cananyabhavanam
anudhyanaya casakrt

tatha: così; ayam: questo; ca: e; avatarah: manifestazione divina; te: Tu; bhuvah: dell'universo materiale; bhara: fardello; jihirsaya: per togliere; svanam: dei Tuoi amici; ca ananyabhavanam: e dei devoti senza riserve; anudhyanaya: ricordandosi costantemente; ca: e; asakrt: pienamente soddisfatti.



TRADUZIONE

Tu appari dunque in questo mondo come avatara per sopprimerne il fardello e benedire i Tuoi amici, e in particolare i Tuoi devoti che si dedicano interamente alla Tua Persona, e sono pienamente assorti in meditazione su di Te.



SPIEGAZIONE

Sembrerebbe qui che il Signore sia parziale verso i Suoi devoti. Ogni essere è unito al Signore da una relazione personale e sebbene Egli sia uguale verso tutti, mostra un affetto particolare per coloro che Gli sono più vicini, i Suoi devoti. Il Signore è il padre di tutti gli esseri; nessuno può dunque essere Suo padre né veramente Suo figlio. Ciò non toglie che i Suoi devoti possano diventare i Suoi genitori o i Suoi parenti. Questa è la base dei Suoi divertimenti sublimi. Ma i legami che uniscono i devoti al Signore non hanno nulla in comune con le relazioni familiari o sociali che conosciamo in questo mondo. Il verso precedente c'informava che il Signore trascende ogni influenza della natura materiale; i Suoi parenti e le relazioni che Egli scambia con loro nell'ambito del servizio di devozione non possono dunque avere un carattere materiale.



VERSO 26


kim idam svit kuto veti
devadeva na vedmy aham
sarvatomukham ayati
tejah parama darunam

kim: che cos'è; idam: questa; svit: che viene; kutah: da dove; va iti: o ancora; devadeva: o Signore dei signori; na: non; vedmi: io conosco; aham: me; sarvatah: in tutte; mukham: le direzioni; ayati: che viene da; tejah: radiosità; parama: estremamente; darunam: pericolosa.



TRADUZIONE

O Signore dei signori, che cos'è questa radiosità temibile che si diffonde ovunque ? Da dove viene ? Non riesco a capirlo.



SPIEGAZIONE

Nel rivolgersi a Dio, la Persona Suprema, qualunque sia il fine del nostro tentativo, è bene offrirGli prima preghiere rispettose. Perciò, sebbene amico intimo del Signore, Arjuna osserva questa procedura per mostrare agli uomini la via da seguire.



VERSO 27


Sribhagavan uvaca
vetthedam dronaputrasya
brahmam astram pradarsitam
naivasau veda samharam
pranabadha upasthite

sribhagavan: Dio, la Persona Suprema; uvaca: disse; vettha: sappi da Me, idam: questo; dronaputrasya: del figlio di Drona; brahmam astram: i mantra che servono a lanciare le armi brahma (nucleari); pradarsitam: pronunciati; na: non; eva: anche; asau: egli; veda: conosce; samharam: il ritrarre; pranabadhe: estinzione della vita; upasthite: imminente.



TRADUZIONE

Il Signore Supremo disse:
Sappi che è opera del figlio di Drona. Egli ha pronunciato i mantra che servono a lanciare il brahmastra, ma ignora come controllare tale arma. Ha agito per disperazione, nella paura di una morte imminente.



SPIEGAZIONE

Il brahmastra, paragonabile alle moderne armi nucleari, atomiche, funziona come queste sul principio della combustione totale della materia e come queste produce un calore intollerabile. Esiste tuttavia una differenza fondamentale: la bomba atomica è un'arma grossolana, mentre il brahmastra è un'arma sottile, lanciata tramite mantra. Questa tecnica, che appartiene a una scienza completamente differente da quella attuale, era coltivata nei tempi antichi, nel regno di Bharatavarsa. Questa scienza è materiale, seppure di natura sottile, ma rimane sconosciuta agli scienziati moderni. Una scienza sottile come quella del lancio di armi mediante i mantra non rientra nella scienza spirituale, più sottile ancora, anche se tra le due c'è un legame diretto. La conoscenza perfetta della scienza dei mantra consiste nel saper proiettare l'arma e saperla ritrarre. Il figlio di Dronacarya usò questa scienza sottile per paura di una morte imminente, ma non conosceva l'arte di ritrarre l'arma
una volta lanciata. Tale uso non solo è scorretto, ma anche condannabile secondo i codici della religione. Figlio di brahmana, Asvatthama avrebbe dovuto evitare di commettere tali errori. Per aver così negligentemente trascurato il suo dovere, egli sarà punito dal Signore stesso.



VERSO 28


na hy asyanyatamam kincid
astram pratyavakarsanam
jahy astrateja unnaddham
astra-jno hy astratejasa

na: non; hi: certamente; asya: di questo; anyatamam: un'altra; kincit: qualche; astram: arma; prati: opposta; avakarsanam: reazione; jahi: vincere; astratejah: lo sfolgorio abbagliante di quest'arma; unnaddham: molto potente; astrajnah: o tu che sei esperto nell'arte militare; hi: infatti; astratejasa: con l'influsso della tua arma.



TRADUZIONE

Soltanto un altro brahmastra potrà neutralizzare quest'arma. O Arjuna, tu che sei esperto nell'arte militare, vinci con la tua arma questa potente radiazione.



SPIEGAZIONE

Mentre oggi nessun'arma può neutralizzare gli effetti di una bomba atomica, la scienza sottile del lancio di armi mediante mantra permetteva di contrattaccare l'azione di un brahmastra, e coloro che nei tempi antichi conoscevano l'arte della guerra erano maestri in questa scienza. Il figlio di Dronacarya, invece, ne era incapace, perciò Krsna chiese ad Arjuna di vincere il potente brahmastra con la potenza della sua propria arma.



VERSO 29


suta uvaca
srutva bhagavata proktam
phalgunah paraviraha
sprstvapas tam parikramya
brahmam brahmastram sandadhe

sutah: Suta Gosvami; uvaca: disse; srutva: dopo aver udito; bhagavata: dal Signore Supremo; proktam: ciò che era stato detto; phalgunah: Sri Arjuna; paraviraha: il vincitore dei nemici; sprstva: dopo aver toccato; apah: l'acqua; tam: Egli; parikramya: girò intorno; brahmam: il Signore Supremo; brahmaastram: l'arma suprema; sandadhe: agì su.



TRADUZIONE

Sri Suta Gosvami disse:
Udite le parole del Signore Supremo, Arjuna si purifica toccando l'acqua secondo il rito, gira intorno a Sri Krsna poi lancia il suo brahmastra per neutralizzare quello di Asvatthama.



VERSO 30


samhatyanyonyam ubhayos
tejasi sarasamvrte
avrtya rodasi kham ca
vavrdhate 'rka vahnivat

samhatya: con la combinazione di; anyonyam: l'uno e l'altro; ubhayoh: delle due; tejasi: le radiazioni; sara: armi; samvrte: coperto; avrtya: circondato; rodasi: tutto il cielo; kham ca: e lo spazio; vavrdhate: aumentando; arka: il globo solare; vahnivat: come il fuoco.



TRADUZIONE

Quando le radiazioni dei due brahmastra si fondono, un grande cerchio di fuoco, simile al disco solare, avvolge tutti gli astri del firmamento e gli spazi intersiderali.



SPIEGAZIONE

Il calore generato da un brahmastra è simile a quello che la sfera infuocata del sole sprigiona al tempo dell'annientamento dell'universo. Paragonate al potere distruttore di quest'enorme calore, le radiazioni delle armi atomiche moderne appaiono insignificanti, senza considerare che l'esplosione di un'arma nucleare potrebbe comportare la distruzione di un pianeta, mentre il calore emesso da un brahmastra ha il potere di distruggere l'intera manifestazione cosmica. E' per questo motivo che si paragona questo calore a quello che emana dal sole al tempo dell'annientamento dell'universo.



VERSO 31


drstvastratejas tu tayos
tril lokan pradahan mahat
dahyamanah prajah sarvah
samvartakam amamsata

drstva: vedendo così; astra: armi; tejah: il calore; tu: ma; tayoh: delle due; trin: tre; lokan: sistemi planetari; pradahat: bruciante; mahat: grandemente; dahyamanah: in fuoco; prajah: popolazione; sarvah: ovunque; samvartakam: il fuoco devastatore che distrugge l'universo al tempo dell'annientamento; amamsata: cominciò a pensare.



TRADUZIONE

Nei tre mondi tutti cominciano a soffrire terribilmente per il calore prodotto dalle due armi insieme. Tutti pensano allora al samvartaka, il fuoco che distrugge l'universo intero al tempo dell'annientamento.



SPIEGAZIONE

I "tre mondi" sono i tre sistemi planetari dell'universo, quello superiore, quello intermedio e quello inferiore. Così, sebbene i due brahmastra fossero stati lanciati sulla Terra, le loro radiazioni unite si diffusero in tutto l'universo, e gli abitanti dei differenti pianeti cominciarono a sentirne così intensamente il calore che lo paragonarono a quello generato dal samvartaka, il fuoco della devastazione. E' evidente dunque che nessun pianeta dell'universo è inabitato, contrariamente a ciò che credono i materialisti d'intelligenza inferiore.



VERSO 32


prajopadravam alaksya
lokavyatikaram ca tam
matam ca vasudevasya
sanjahararjuno dvayam

praja: la popolazione; upadravam: scompiglio; alaksya: avendo visto; loka: i pianeti; vyatikaram: distruzione; ca: anche; tam: quello; matam ca: e l'opinione; vasudevasya: di Vasudeva, Sri Krsna; sanjahara: ritrasse; arjunah: Arjuna; dvayam: le due armi.



TRADUZIONE

Di fronte allo scompiglio in cui si trova immersa la popolazione di tutto l'universo e la distruzione imminente di tutti i pianeti, Arjuna, per soddisfare il desiderio di Sri Krsna, ritrae subito i due brahmastra.



SPIEGAZIONE

Credere che la bomba atomica possa annientare il mondo intero è una delle immaginazioni più infantili, e per due motivi: innanzitutto le armi atomiche moderne non hanno la potenza sufficiente a distruggere il mondo, e poi nulla può essere distrutto né creato indipendentemente dalla volontà e dalla sanzione del Signore Supremo. E' sciocco credere che le leggi della natura materiale (nell'ambito delle quali agiscono le armi atomiche) godano in sé di ogni potenza. Come insegna il Signore nella Bhagavadgita, esse operano sotto la Sua direzione. Solo per la Sua volontà, quindi, il mondo può essere annientato, non certo per i capricci di minuscoli uomini politici. Il verso illustra giustamente questo principio: poiché questo era il desiderio di Sri Krsna, Arjuna ritrasse subito le armi lanciate da Drauni (Asvatthama) e da lui stesso. Il Signore onnipotente ha numerosissimi agenti che soddisfano la Sua volontà, e l'esito di ogni impresa dipende unicamente dalla Sua sanzione.
(continua nei prossimo numero)















TULASI DEVI

L'Amata Di Krsna

Una delle servitrici più intime di Krsna
appare in una forma speciale, per benedirci con straordinaria fortuna.

di GOVINDA DASI

I devoti di Krsna adorano una piccola pianta, ma non è una pianta comune: è Tulasi Devi la pianta preferita di Krsna. Tulasi ha delicate foglioline viola e verdi fiori simili alle guglie di un tempio in miniatura e una straordinaria fragranza dolce, famosa per attrarre al servizio di Krsna la mente degli yogi. Nel legno di Tulasi si intagliano i grani del japa, sui quali i devoti cantano il nome di Krsna. I devoti portano al collo collanine di Tulasi. Le foglie e i fiori adornano la Divinità di Krsna nel tempio e vengono messi sul cibo che Gli viene offerto. Tulasi ha preso la forma di una pianta così che tutti, anche la persona più povera, potessero offrire qualcosa di meraviglioso a Krsna.
Ho subìto il fascino di Tulasi Devi subito dopo aver incontrato Srila Prabhupada nel 1967. Girai tutti i negozi indiani di New York alla ricerca di un japa (il nostro rosario) di Tulasi. Un astuto signore mi rifilò delle palline di palissandro assicurandomi che si trattava di Tulasi. Quando la diedi a Srila Prabhupada, lui le tenne in mano, le esaminò e disse semplicemente: "No, non è Tulasi". Ma vi cantò sopra comunque. Più tardi, nel 1968, mentre stavo pulendo la stanza di Srila Prabhupada, trovai il suo japa di Tulasi sul suo cuscino. Mentre lo infilavo con cura nel suo sacchettino, fui affascinata da quanto fosse liscio al tatto e dal suo bagliore
dorato. Aveva grani grandi e tondi, che brillavano per l'uso di anni, e una qualità mistica che mi è rimasta impressa nella mente
Nel 1969 Srila Prabhupada mi mandò a Honolulu per aprire un tempio. Là passai molto tempo alla libreria di ricerca dell'EastWest Center University delle Hawaii. Trovai molti antichi testi indiani, alcuni del maestro spirituale di Srila Prabhupada e di altri santi vaisnava. E trovai informazioni su Tulasi Devi: il suo nome botanico, la sua storia, e i modi per coltivarla.
Il mio desiderio di coltivare Tulasi diventò un'ossessione e in qualche modo riuscii ad avere i semi dall'India. La prima semina non funzionò: adoravo quotidianamente un piccolo germoglio verde finché diventò tristemente evidente che si trattava di un filo d'erba. La seconda semina comunque ebbe successo e da piccoli semini a forma di cuore nacquero delicate foglioline che riempirono la nostra casa di Honolulu. Questo fu l'inizio.
Ancora non sapevo perché coltivare Tulasi fosse così importante per Srila Prabhupada o per la sua missione. Ma quando più avanti, a Los Angeles, gli donai due pianticelle di Tulasi egli ne fu felicissimo. Tenne in mano uno dei due vasi per molto tempo fissando lo sguardo sulla pianticella alta poco più di quindici centimetri, affermando che era proprio Srimati Tulasi Devi. Prabhupada continuò a parlare delle glorie di Tulasi Devi ed era d'animo così gioioso che il servitore di Srila Prabhupada, Kartikeya dasa, ne fu sorpreso. Più tardi mi disse che da più di un anno non aveva mai visto Srila Prabhupada così allegro e felice.
Srila Prabhupada ci disse che Tulasi Devi era una grande devota di Sri Krsna e che suo marito, un demone, fu ucciso da Krsna. Poi Prabhupada si interruppe e si fece pensoso. Capii che per il momento ci avesse detto tutto quello che eravamo in grado di capire. Ciò che sapevo su Tulasi era basilare: coltivarla rendeva Srila Prabhupada molto, molto felice. Era sufficiente. Andai avanti a coltivare piante di Tulasi su larga scala. Scrissi un libretto intitolato "Come coltivare Tulasi Devi", mandai semi e libretti ad ogni tempio e cercai di dare consiglio ed assistenza ai devoti che si davano da fare per coltivare Tulasi. Più avanti, leggendo lo SrimadBhagavatam (4.8.55) trovai nella spiegazione di Srila Prabhupada le seguenti parole:
"E' ricordato in particolare in questo verso che le foglie di Tulasi sono molto care a Dio, la Persona Suprema, e i devoti dovrebbero preoccuparsi soprattutto di avere foglie di Tulasi in ogni tempio e in ogni centro di adorazione. Quando eravamo impegnati nel diffondere il Movimento per la Coscienza di Krsna nei Paesi occidentali, ci sentivamo molto tristi perché non era possibile trovare foglie di Tulasi. Per questa ragione siamo molto grati alla nostra discepola Srimati Govinda dasi che con tanta cura ha piantato e coltivato le piantine di Tulasi; per la grazia di Krsna i suoi sforzi hanno avuto successo, e ora le piante di Tulasi crescono in quasi tutti i centri del nostro Movimento."
Solo allora mi resi veramente conto dell'importanza di coltivare piate di Tulasi. La mia attrazione iniziale per Tulasi e il mio desiderio ossessivo di coltivarla, sebbene non inspirato da un'istruzione diretta di Srila Prabhupada, mi erano state comunicate nel profondo del cuore dal Signore per far piacere ed assistere Srila Prabhupada nella sua missione. Mi rese molto umile e gioiosa vedere come, anche nella mia ignoranza, mi fosse stata data l'opportunità di servirlo in questo modo.



Imparare a rispettare Tulasi

Nel 1968, prima che Tulasi apparisse in Occidente, Srila Prabhupada a volte parlava di lei. Ricordo che diceva che in India tutti considerano Tulasi piante sacre e nessuno le taglia o le sradica. Anche le persone non indu, disse, non distruggerebbero Tulasi per costruire una casa in un luogo dove cresce, cercherebbero un posto. Quando Bhaktivinoda Thakura scoprì il luogo di nascita di Sri Caitanya, Tulasi cresceva ovunque e nessuno si era stabilito lì considerandolo un luogo santo.
Anche chi non è indu sa che disturbare le piante di Tulasi porterebbe loro sfortuna.
Quando Prabhupada venne alle Hawaii nel 1971, ammirò il nostro lussureggiante giardino di Tulasi davanti all'entrata del tempio. Dato che queste Tulasi erano cresciute molto di più di quanto ci aspettassimo (alcune avevano superato i due metri con un tronco di cinque centimetri di diametro) si era creato un problema: i rami di Tulasi cominciavano a coprire l'ingresso e la gente inevitabilmente ci sfregava contro passando. Parlammo di questo a Srila Prabhupada, chiedendogli il permesso di potare alcuni rami. Egli si allarmò ed esclamò: "Non potete tagliare Tulasi: è una grande offesa! Mai tagliarla. Potete legare i rami che ostruiscono l'entrata". Anche dopo aver legato i rami, Tulasi continuò a crescere ed il problema continuò. Quando dissi a Srila Prabhupada che la gente era costretta a chinarsi per passare sotto l'arco di foglie di Tulasi per poter entrare nel tempio ne fu molto felice. Sorrise, i suoi occhi si illuminarono e disse: "Va bene. E' bello che si debbano inchinare davanti a Tulasi prima di entrare nel tempio di Krsna". Quando Srila Prabhupada tornò successivamente per una visita, entrò con attenzione nel sottopassaggio creato da Tulasi camminando lateralmente per evitare di toccarne le foglie e i rami. E camminando sulla stradina che conduceva al tempio, costeggiata anch'essa da piante di Tulasi, disse al suo segretario, Syamasundara: "Non calpestare la sua ombra". In questo modo Srila Prabhupada ci mostrava grande rispetto per Tulasi Devi.

Anche nei suoi libri, Srila Prabhupada richiamava l'attenzione sulla posizione elevata di Tulasi Devi. Scrive nella spiegazione del verso 3.1.21 dello SrimadBhagavatam:

"La dea della fortuna, Laksmi, si mostra talvolta invidiosa delle foglie di Tulasi che sono offerte ai piedi di loto del Signore, perché esse rimangono fisse in quella posizione, senza mai muoversi, mentre Laksmi, sebbene riposi sul petto del Signore, deve talvolta soddisfare i desideri dei devoti che chiedono i suoi favori. Talvolta Laksmi deve spostarsi per soddisfare i suoi numerosi devoti mentre le foglie di Tulasi non abbandonano mai la loro posizione e per questa ragione il Signore apprezza di più il servizio di Tulasi che quello di Laksmi".
Nel nettare della devozione Srila Prabhupada cita dallo Skanda Purana:
"Tulasi è certamente portatrice dei migliori auspici Vederla, toccarla, ricordarsi di lei, offrirle preghiere, prosternarsi davanti a lei sentir parlare di lei o piantare il suo seme, ciascuno di questi atti porta ogni buon augurio. Chiunque entri in contatto con Tulasi in uno di questi modi vive eternamente nel regno di Vaikuntha".
Srila Prabhupada ci ha insegnato a non pensare mai a Tulasi come a una pianta comune. Essa è una grande devota presente davanti a noi nella forma di pianta. Appare in questo mondo come un albero delicato per servire il Signore e risollevare la società umana. Tulasi Devi può essere usata in molti modi per dar piacere al Signore Supremo, ma mai per gratificare i nostri sensi. Offrire Tulasi Devi con un incentivo materiale (per distruggere un nemico, per combattere l'ansia, per farne medicine) sarà il ponte che ci porterà nelle regioni infernali.
Tulasi Devi è venuta in Occidente per darci l'opportunità di servirla per il nostro bene. Se ci prendiamo cura di lei, ci può garantire amore per Krsna.



Servire la casa di Tulasi

Nel novembre 1989 conobbi "Vrnda Kunda Baba", o Madhava dasa, un famoso erudito e santo vaisnava, grande devoto di Srimati Tulasi Devi. Aveva passato anni a Vrndavana per restaurare ed ampliare Vrnda Kunda, l'eterna dimora di Vrnda Devi, la forma di pastorella di Tulasi Devi. Madhava Baba aveva una vasta conoscenza dei testi sacri, specialmente quelli riguardanti le glorie di Tulasi Devi. Non mi sorprese il fatto di provare immediatamente una specie di legame con lui.
Poiché Baba era vecchio e malato, voleva lasciare la sua opera a persone affidabili, anch'esse devote di Tulasi Devi. In qualche modo, per divino arrangiamento del Signore, lasciò questo mondo nel tempio
di KrsnaBalarama
dell'Iskcon. Quando
lo incontrai, sentii il
forte desiderio di assisterlo e cominciai
ad aiutarlo per le
cure mediche. Più
tardi, quando fu costretto a letto nel
febbraio e nel marzo
del 1990, lavorai con
Vidya devi dasi, Muralidhara dasa e
Mohana dasa per
provvedere alle cure
e all'assistenza nei suoi ultimi giorni.
In quel periodo ebbi
l'ispirazione di dipingere un quadro di
Vrnda Devi. Madhava Baba conosceva
tutti i riferimenti dei testi sacri che riguardavano Vrnda Devi e seguì con cura ed
attenzione tutti i minimi dettagli di questo
dipinto. Le scritture descrivono Vrnda Devi
con una bellissima carnagione dal colore
dell'oro fuso, con una scintillante
effulgenza dorata e un'incantevole perla al
naso. Un sorriso gentile decora le sue labbra. Indossa abiti blu ed è decorata con perle e fiori. La sua mano destra è sollevata per benedire i devoti e nella mano sinistra tiene il suo pappagallo giallo, Daksa, che ha migliaia di pappagalli discepoli di vari colori: rossi, verdi, gialli, blu, bianchi. I pappagalli servono Vrnda Devi portando messaggi in diverse parti di Vrndavana.
Vrnda Devi è incaricata dei lila di Vrndavana, i divertimenti di Sri Sri Radha e Krsna. E' lei che decide quali fiori dovranno sbocciare, quali uccelli cantare, che canzoni canteranno, quale brezza soffiare, quale cibo servire, quali giochi giocare, quali strumenti musicali suonare. Il Signore Krsna e Srimati Radharani hanno affidato a Vrnda Devi il ruolo di regina di Vrndavana. Vrnda Devi può essere paragonata a un grande direttore di coreografia dei lila di Vrndavana e i suoi pappagalli sono il suo mezzo di comunicazione. Si trova sempre a Vrndavana assorta nell'amore per Radha e Krsna. Il suo grande desiderio è quello di organizzare in modo esperto i Loro incontri, e così facendo prova la gioia più immensa. Quando il dipinto fu terminato ogni giorno lo mettevo davanti a Baba e lui recitava le sue preghiere a Vrnda Devi, la sua adorabile divinità (quando la vedeva, spesso piangeva). Una volta mi guardò e disse molto umilmente "Grazie Mataji. Hai dipinto proprio la copia esatta di Vrnda Devi". Gli dissi: "Baba, dato che non puoi camminare e andare a vedere la tua amata divinità, Vrnda Devi ha fatto in modo di venire a visitare te". Insistemmo con Baba affinché ci raccontasse la storia della sua vita così da poterla registrare e pubblicare in un futuro. Era riluttante. "No Mataji, non voglio alcuna gloria". Insistemmo, implorandolo che era necessario per lo sviluppo del Vrnda Kunda e che fama e gloria sarebbero arrivati solo dopo la sua dipartita da questo mondo. Alla fine acconsentì, per poter servire Vrnda Devi e cominciammo a documentare la storia della sua vita e quella dello sviluppo di Vrnda Kunda.
Srila Prabhupada ci aveva detto che il nome Vrndavana viene da Vrnda Devi. Significa foresta di Tulasi. Baba spiegò: "Questo Vrndavanadhama appartiene a Sri Krsna. E' il gioiello più brillante di tutti i pianeti Vaikuntha e Srimati Radharani, la figlia di Re Vrsabhanu, ha fatto di Vrnda Devi la regnante che governa l'opulenta e auspiciosa dimora di Sri Krsna, Vrndavana.
Ogni giorno Baba ci parlava delle glorie di Vrnda Devi come descritte nello Skanda Purana, nel Brahmavaivarta Purana, nel Padma Purana, nel Garuda Purana, nel Narada Purana e in altri testi vedici. Tradusse con attenzione il Vrndadevastakam di Visvanatha Cakravarti Thakura e ci parlò della misericordia di Sri Caitanya che portava sempre con sé una pianta di Tulasi che precedeva il gruppo del sankirtana.
In quel periodo visitai Vrnda Kunda dove si trova un piccolo semplice tempio e un grazioso laghetto circondato da piante di Tulasi. L'atmosfera era carica di un'essenza spirituale unica. Mi sedetti tranquillamente meditando vicino a Tulasi Devi. Nella mia mente ebbi una rapida visione di un bellissimo palazzo con scale a chiocciola di cristallo e decorazioni splendenti. Mi sorprese e quando vidi Baba gliene parlai. Cominciò a descrivermi quel palazzo citando da diversi testi. Ne fui meravigliata.
In un modo miracoloso che solo Krsna poteva aver progettato, questo anziano santo, nato in un'elevata famiglia di brahmana e che aveva passato tutta la sua vita come un sadhu, si trovava ora sotto le cure di un piccolo gruppo di discepoli americani ed europei di Srila Prabhupada. Essere testimoni del suo grande amore e devozione per Vrnda Devi era il dono più grande per noi. Era come se Srila Prabhupada avesse fatto in modo che noi ricevessimo ulteriori istruzioni ed opportunità di servire Srimati Tulasi Devi mandando Baba tra di noi.



Un'anima divina se ne va

La dipartita di Baba fu gloriosa. Era molto presto, proprio prima del mangala arati, il 27 marzo 1990. Vidya ed io eravamo nel tempio a fare ghirlande di Tulasi quando l'infermiera di Baba corse da noi dicendo di andare velocemente. Mentre ci dirigevamo verso la sua camera presi il quadro di Vrnda Devi per portarlo da lui. Entrando nella stanza fui un po' scossa dall'intensa presenza della morte imminente. La morte è una potente forza costrittiva, difficile da descrivere eppure quasi tangibile. Feci in modo che Baba potesse vedere il dipinto e gli dissi: "Vrnda Devi è venuta". Si concentrò sulla bellissima forma di Vrnda Devi e cercò di recitare per lei le sue preghiere in sanscrito. Le sue ultime parole udibili furono "Krsna! Krsna!". Ci sedemmo a fianco del suo letto cantando Hare Krsna sul nostro japa. Arrivò Dinabandhu dasa e cominciò a suonare l'armonium e a cantare. Fu un kirtan molto dolce e quieto, penetrante e melodioso. Per tutta la stanza c'era un bagliore dorato. Gli occhi di Baba erano fissi su Vrnda Devi e quando non poté più vederla esternamente, i suoi occhi brillarono per l'estasi rivolti a un altro mondo. Era come se stesse vedendo chiaramente Krsna e la sua amata Vrnda Devi. C'era un bellissimo sorriso sulle sue labbra, il suo respiro diventò affannoso e ad ogni respiro la sua estasi aumentava. Il suo volto brillava con una radiosità notevole. Poi se ne andò. Fu un momento di estasi e riverenza incredibili! Stavamo assistendo alla dipartita di un'anima divina per il regno di Goloka e piangemmo dalla gioia.
La dipartita di Baba lasciò un'impronta indelebile nella mia mente. Ho visto l'energia della morte in azione, costrittiva, inesorabile, che avanzava come un bulldozer, che spingeva l'anima fuori dal corpo. Era feroce e finale, spaventosa e reale in modo schiacciante. Fu l'essenza ed il significato intimo del tempo. Assaporai le parole divine di Krsna nella Bhagavadgita: "Io vengo come la morte". Poi vidi la reazione del devoto alla morte: un completo abbandono ai piedi di loto del Signore con puro amore e fiducia. E testimoniai la protezione divina del Signore per il Suo devoto. Ciò che può essere spaventoso e orribile per altri, per Baba fu una gioiosa riunione con il suo amato Signore. Krsna venne e riempì la stanza con il Suo amore e la Sua radiosità e Baba se ne andò con Lui per servire eternamente Vrnda Devi nella Sua casa a Vrnda Kunda. Il lavoro di Baba al Vrnda Kunda era incompleto. Credo fosse il suo dono per noi, la generazione di discepoli di Srila Prabhupada. Grazie ai tentativi di Srila Prabhupada di diffondere le glorie di Tulasi Devi in tutto il mondo, Vrnda Devi guidò Baba Madhava Dasa a scegliere il nostro movimento per continuare il suo servizio al Vrnda Kunda.
Il piccolo gruppo che si era preso cura di Baba si sente profondamente impegnato a continuare il suo lavoro al Vrnda Kunda. Per la grazia di Krsna, l'adorazione quotidiana di Vrnda Devi prosegue. Avevamo promesso a Baba che sarebbe stato costruito un muro intorno al Vrnda Kunda e che sarebbero stati fatti altri miglioramenti. Attraverso questo lavoro, la nostra forza spirituale aumenterà e la nostra comprensione della krsnabhakti (la devozione a Dio) maturerà. Dal prendersi cura di luoghi sacri deriva un grande merito spirituale. E di tutti i luoghi, Vrnda Kunda è uno dei più auspiciosi.

figure:

Govinda dasi fra le piante di Tulasi






Gli otto nomi di Vrnda Devi

Vrnda Devi: Ha migliaia e migliaia di sakhi (servitrici sue associate)
Vrndavani: Non lascia mai Vrndavana
Visvapujita: Degna di adorazione in tutto l'universo
Visvapavani: Colei che santifica l'intero universo
Puspasara: E' l'essenza di tutti i fiori
Nandini: Dà la felicità a tutti
Tulasi Devi: Ha una forma incomparabile
Krsnajivani: E' la vita e l'anima di Sri Krsna










Benefici dell'adorazione a Tulasi Devi

Sebbene non potremmo mai descrivere a pieno le glorie di Tulasi Devi, eterna associata di Sri Krsna, le Scritture ci danno un'idea di quanto preziosa sia la sua adorazione. La seguente lista è tratta dal Padma Purana.

*Tulasi è l'essenza di tutte le attività devozionali.
*Le foglie, i fiori, le radici, la corteccia, i rami, il tronco e l'ombra di Tulasi sono tutti trascendentali.
*Chi spalma con devozione la polpa di legno di Tulasi sulla divinità di Krsna vivrà sempre vicino a Lui.
*Chi spalma il terriccio che sta alla base di Tulasi sul suo corpo e adora la divinità di Sri Krsna, ottiene il risultato di cento giorni di adorazione quotidiana.
*Chi offre un manjari di Tulasi a Sri Krsna ottiene il beneficio che si riceve offrendo tutti i tipi di fiori e accede alla dimora di Krsna.
*Chi vede o si avvicina ad una casa o ad un giardino dove è presente Tulasi Devi, si libera da tutti i suoi peccati, incluso quello dell'uccisione di un brahmana.
*Sri Krsna vive felicemente nella casa, nella città o nella foresta in cui è presente Tulasi Devi.
*Una casa in cui è presente Tulasi Devi non sarà mai in disgrazia e diventa più pura di tutti i luoghi santi.
*II profumo di Tulasi purifica chiunque lo senta.
*Sri Krsna e gli esseri celesti sono presenti in qualsiasi casa in cui ci sia del fango che sta ai piedi della pianta di Tulasi.
*Senza foglie di Tulasi, Sri Krsna non accetterà né fiori, né cibo, né polpa di sandalo.
*Chi adora Krsna giornalmente con foglie di Tulasi Devi, ottiene lo stesso risultato di chi pratica tutti i tipi di austerità, carità e sacrificio. Egli infatti non ha nessun altro dovere da compiere perché ha realizzato l'essenza dei Veda.
*Chi mette in bocca o sulla sua testa le foglie di Tulasi offerte a Krsna, raggiungerà la Sua dimora.
*In kaliyuga, chiunque adori, ricordi, pianti, possegga o faccia un kirtana davanti a Tulasi, brucia velocemente le reazioni dei propri peccati e raggiunge la dimora di Krsna.
*Chi adora Sri Krsna con le foglie di Tulasi, libera tutti i propri antenati dal mondo in cui esistono la nascita e la morte.
*Chi ricorda le glorie di Tulasi o le racconta ad altri, non rinascerà più.










Adorare Tulasi Devi

La seguente lista è stata compilata traendo informazioni dai Veda e dalle istruzioni di Srila Prabhupada.
*Il corpo di Tulasi Devi è spirituale. Tulasi è una persona, anche se si manifesta come tante singole piante, e viene ovunque ci sia devozione per Krsna.
*Ogni mattina i devoti dovrebbero innaffiare, pregare e girare tre volte intorno a Tulasi Devi.
*Adorare Tulasi con cibi prelibati, fiori, incenso, una lampada a ghi e altri articoli per l'adorazione.
* Proteggere i delicati germogli di Tulasi da uccelli e insetti. E' un'offesa farli tornare sottoterra.
*Nei luoghi in cui Tulasi non può sopravvivere all'inverno una volta piantata nel terreno, bisogna crearle una casa adatta.
*Ogni giorno bisogna assicurarsi che Tulasi abbia aria fresca, acqua (se necessario; attenzione a non innaffiarla troppo!) e luce solare (o luce per piante).
*Trascurare Tulasi o non innaffiarla come si deve è molto offensivo. Bisogna far tutto con molta cura.
*Per cogliere le foglie di Tulasi, si deve cantare il seguente mantra:

tulasy amrtajanmasi
sada tvam kesavapriya
kesavartham cinomi tvam
varada bhava sobhane

"O Tulasi, tu sei nata dal nettare. Sei sempre molto cara al Signore Kesava. Ora, proprio per adorare il Signore Kesava, raccolgo le tue foglie e i tuoi manjari. Ti prego, dammi la tua benedizione".

Si devono staccare solo le foglie che crescono vicino ai manjari (fiori) e quelle prossime a cadere (più pallide delle altre), non quelle verdi e nuove. Bisogna cogliere i manjari appena fioriscono ed evitare che facciano i semi perché richiederebbe alla pianta molta energia che può essere invece usata per produrre più foglie e fiori per il servizio a Krsna. Occorre cogliere una foglia per volta, facendo molta cura per non danneggiare le foglie sane, usando la punta delle dita o attrezzi da giardinaggio. Non scuotere i rami per cogliere le foglie.
*E' importante assicurarsi di non causare dolore a Tulasi.
Comunque, dopo aver raccolto le foglie e i fiori, bisogna chiedere scusa a Tulasi cantando questo mantra:

cayanodbhavaduhkham ca
yad hrdi tava vartate
tat ksamasva jaganmatah
vrndadevi namo 'stu te

"O Tulasi, ti offro i miei rispettosi omaggi. Ti prego, perdonami se ti ho causato dolore raccogliendo le tue foglie e i tuoi fiori, oh madre dell'universo.

*Non tagliare né potare mai Tulasi Devi. Sarebbe una grave offesa. Togliere i rami morti solo se necessario. Se i rami ostruiscono un passaggio bisogna ripiegarli tenendoli legati, ma mai tagliarli.
*Bisogna cogliere le foglie e i fiori di Tulasi al mattino, mai di notte (dal tramonto all'alba).
*Non usare mai spray chimici su Tulasi.
*Staccare le foglie al mattino per adorare Krsna e per metterle nei piatti assieme alle pietanze da offrirGli (almeno una foglia per preparazione). Cogliere le foglie di Tulasi esclusivamente per offrirle al Signore.
*A Krsna piacciono le ghirlande di foglie di Tulasi. Le foglie di Tulasi miste a polpa di legno di sandalo e messe sui piedi del Signore sono il tipo di adorazione più elevata. Non mettere foglie di Tulasi ai piedi di nessun altro all'infuori di Sri Visnu nelle Sue varie forme. A Srimati Radharani può essere messa una foglia di Tulasi nella mano per offrirla a Krsna.
*Krsna accetta persino le foglie di Tulasi secche.
*II legno di Tulasi, essiccato naturalmente, può essere scolpito per fare i grani dei japa. Il legno residuo va sotterrato.
*Non usare mai le foglie di Tulasi per farne tè o succhi, anche se già offerte a Krsna. E' molto offensivo cuocere o scaldare Tulasi o usarla per scopi materiali, come medicine o unguenti.
*Non tagliare o sradicare mai piante vive di Tulasi. E' una grave offesa.
*Evitare di camminare sull'ombra di Tulasi Devi.
*Tulasi Devi è estremamente cara al Signore, perciò è molto importante servirla con amore e devozione.















Le preghiere per l'arati a Tulasi

Srila Prabhupada ha insegnato ai suoi discepoli queste preghiere per adorare Tulasi Devi



Sri Tulasi Pranama
(da recitare quando si fanno gli omaggi a Tulasi)

vrndayai tulasi devyai
priyayai kesavasya ca
krsnabhakti prade devi
satyavatyai namo nama

"Offro ripetutamente i miei omaggi a Vrnda, Srimati Tulasi Devi, che è molto cara al Signore Kesava (Krsna). O dea, tu concedi il servizio devozionale per Sri Krsna e possiedi la verità suprema."







Sri Tulasi Pradaksina Mantra
(Da cantare quando si gira intorno a Tulasi)

yani kani ca papani
brahmahatyadikani ca
tani tani pranasyanti
pradaksinah pade pade

"Girando intorno a Srimati Tulasi Devi, tutti i peccati che si possono aver commesso vengono distrutti ad ogni passo, persino il peccato di avere ucciso un brahmana."







Sri Tulasi Kirtana
(canzone bengalese da cantare durante l'arati)

namo namah tulasi! krsnapreyasi
radhakrsnaseva pabo ei abhilasi

je tomara sarana loy, tara vancha purna hoy
krpa kori' koro tare brndavanabasi

mor ei abhilas, bilas kunje dio vas
nayane heribo sada jugalaruparasi

ei nivedana dharo, sakhir anugata koro
sevaadhikara diye koro nija dasi

dina krsnadase koy, ei jena mora hoy
sri radhagovindapreme sada jena bhasi

"O Tulasi, amata da Krsna, mi inchino davanti a te ancora ed ancora. Il mio desiderio è di ottenere il servizio di Sri Sri Radha e Krsna.

"Chiunque prenda rifugio in te vede i suoi desideri esauditi. Accordandogli la tua misericordia, lo rendi un abitante di Vrndavana.

"Il mio desiderio è che tu garantisca anche a me di vivere nei piacevoli boschetti di Sri Vrndavana dhama.

"Ti imploro di farmi diventare un seguace delle pastorelle di Vraja. Ti prego, concedimi il privilegio del servizio devozionale e fai di me il tuo servitore.

"Questo umile e caduto servitore di Krsna prega: 'Che io possa nuotare nell'oceano d'amore di Sri Sri Radha e Govinda.'















Sri Vrndadevyastaka

"Le Otto Preghiere Che Glorificano Sri Vrnda Devi"

di VISVANATHA CAKRAVARTI THAKURA

Tradotto da Baba Madhava Dasa



1

gangeyacampeyatadidvinindi-rocihpravahasnapitaymavrnde
bandhukabandhudyutidivyavaso
vrnde namas te caranaravindam

O Vrnda Devi, offro i miei rispettosi omaggi ai tuoi piedi
di loto. Tu sei immersa nel tuo splendore, che supera
l'effulgenza del fulmine e il dorato fiore campaka. Il
lustro dei tuoi abiti trascendentali è amico del fiore
leandhilia.







2

bimbadharoditvaramandahasya-nasagramuktadyutidipitasye
vicitraratnabharanasriyadhye
vrnde namas te caranaravindam

O Vrnda Devi, offro i miei rispettosi omaggi ai tuoi piedi di loto. Il tuo viso è illuminato dallo splendore della perla che ti orna la punta del naso, e dal sorriso straordinariamente gentile sui due frutti bimba che sono le tue labbra. Sei arricchita dalla bellezza degli straordinari gioielli e ornamenti colorati che porti.







3

samastavaikunthasiromanau sri-krsnasya
vrndavanadhanyadhamni
dattadhikare vrsabhanuputrya
vrnde namas te caranaravindam

O Vrnda Devi, offro i miei rispettosi omaggi ai tuoi piedi
di loto. Srimati Radharani, la figlia del re Vrsabhanu, ti
ha fatta regina dell'opulenta e auspiciosa dimora di Sri
Krsna, Vrndavana che è la perla più splendente di tutti
i pianeti Vaikuntha.







4

tvadajnaya pallavapuspabhrnga-mrgadibhir
madhavakelikunjah
madhvadibhir bhanti vibhusyamana
vrnde namas te caranaravindam

O Vrnda Devi, offro i miei rispettosi omaggi ai tuoi piedi
di loto. Per tuo ordine, i boschetti in cui il Signore
Madhava svolge i Propri divertimenti appaiono particolarmente splendidi, decorati di fiori che sbocciano, calabroni, cerbiatti e altri auspiciosi animali, fiori e uccelli.







5

tvadiyadutyena nikunjayunor
atyutkayoh kelivilasasiddhih
tvatsaubhagam kena nirucyatam tad
vrnde namas te caranaravindam

O Vrnda Devi, offro i miei rispettosi omaggi ai tuoi piedi di loto. Chi mai può descrivere la tua buona fortuna? Tu sei stata il tramite che ha reso perfetti i divertimenti amorosi di Radha e Krsna, la giovane coppia, che si diverte nei boschetti di Vrndavana.







6

rasabhilaso vasatis ca vrnda-vane
tvadisanghrisarojaseva
labhya ca pumsam krpaya tataiva
vrnde namas te caranaravindam

O Vrnda Devi, offro i miei rispettosi omaggi ai tuoi piedi
di loto. Gli esseri viventi che desiderano il servizio ai
piedi di loto del tuo Signore risiedono a Vrndavana. E il
desiderio di comprendere gli strabilianti divertimenti
del Signore nella danza rasa deriva solo dalla tua misericordia.







7

tvam kirtyase satvatatantravidbhir
lilabhidhana kila krsnasaktih
tavaiva murtis tulasi nrloke
vrnde namas te caranaravindam

O Vrnda Devi, offro i miei rispettosi omaggi ai tuoi piedi di loto. Chi ha studiato il Satvatatantra ti glorifica. Sei l'energia di Krsna che organizza i Suoi divertimenti e fra gli uomini sei conosciuta come Tulasi Devi.







8

bhaktya vihina aparadhalaksaih
ksiptas ca kamaditarangamadhye
krpamayi tvam saranam prapanna
vrnde namas te caranaravindam

O Vrnda Devi, offro i miei rispettosi omaggi ai tuoi piedi
di loto. Chi non ha devozione per Sri Hari e chi, a causa
delle offese, è travolto dalle onde della lussuria e da altre
qualità inauspiciose può prendere rifugio in te.







vrndastakam yah srnuyat pathed va
vrndavanadhisapadabjabhrngah
sa prapya vrndavananityavasam
tatpremasevam labhate krtarthah

O Vrnda Devi, offro i miei rispettosi omaggi ai tuoi piedi di loto. Fa si che chi diventa come un calabrone ai piedi di loto di RadhaKrsna e chi legge o ascolta questi otto versi che cantano le glorie di Vrnda Devi risieda eternamente a Goloka Vrndavana; che ottenga il servizio devozionale nel puro amore per Dio, e che tutte le sue aspirazioni siano soddisfatte.















I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA

Preghiere

Questo dialogo tra Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada e uno studente di teologia si è svolto a Los Angeles nel gennaio 1974.



Studente: Sono in molti ad essere spaventati da come le scuole si stiano sfasciando. Non solo gli studenti non imparano nemmeno a leggere o a scrivere, ma molti cadono nel giro della droga, rubano e diventano violenti.
Srila Prabhupada: Sì, che valore ha questo tipo di scuola?
Studente: Non certo un gran che.
Srila Prabhupada: E' un grosso imbroglio. Dio è stato escluso. Questo è il culmine dell'imbroglio. Quindi, naturalmente, anche il resto della vostra cosiddetta scuola è un imbroglio. Supponiamo che tu stia facendo un calcolo matematico e che cominci conteggiando che due più due fa tre. Dopo di ciò potrai usare le più sofisticate tecniche e formule, ma tutti i tuoi calcoli saranno sbagliati.
Studente: Le cose sono giunte a tal punto che non possiamo nemmeno recitare una preghiera nelle scuole pubbliche. Prima si usava recitare una preghiera all'inizio di ogni giorno scolastico. Ma poi fu dichiarato anticostituzionale. Così ora nelle scuole pubbliche non si può più pregare.
Srila Prabhupada: Anche se fosse permesso pregare, non sarebbe d'aiuto. Nelle chiese si continua a pregare, ma che beneficio c'è? La gente sta perdendo interesse perché la preghiera non è diventata altro che un rituale. Il fatto è che voi dovreste studiare la scienza di Dio. Dovete avere una diretta, scientifica esperienza di Dio. Alla gente non interessano parole aride. Ha una mentalità scientifica esige dei risultati.
Studente: La maggior parte delle persone ha ancora un attaccamento sentimentale nei confronti di Dio, quindi, certamente, gradirebbe vedere nelle scuole almeno una parvenza di preghiera.
Srila Prabhupada: Ma no! Bisogna fare qualcosa di pratico! Preghiera significa canto del Santo Nome del Signore. Se non conoscete il Santo Nome del Signore, ve lo diamo noi. Non avrete alcuna spesa e alcuna perdita. Perché non provate? Cantate Hare Krsna. E se voi cantate veramente Hare Krsna otterrete una conoscenza realizzata e scientifica di Dio, un'esperienza diretta, personale di Dio. Dopo di che seguirà tutto ciò che c'è di benefico per la società.
Studente: Sì, ma vedi, non si può cantare Hare Krsna nelle scuole.
Srila Prabhupada: I miei discepoli possono farlo. Proprio di recente ho sentito che i senatori e i membri del Congresso hanno stabilito che un giorno all'anno sarà dedicato alla preghiera. Solo un giorno, ma vogliono ancora pregare. Quindi, se veramente vogliono ancora pregare, perché la proibirebbero del tutto per il resto dell'anno? Guarda che contraddizione! Hanno abolito la preghiera a causa della loro inesperienza. E ora scoprono di non essere soddisfatti. Altrimenti, che senso avrebbe introdurre nuovamente la preghiera? Hanno sperimentato che senza la preghiera le cose sono fallite. E' chiaro.
Studente: Dicevi prima che il cinquanta/sessanta percento dei senatori e dei membri del Congresso sono avvocati...
Srila Prabhupada: Sì, e oggigiorno avvocato significa trafficone. Chi è in grado di infrangere la legge con tatto, è un buon avvocato. Troverà delle imperfezioni in come è scritta la legge per poter evitare lo spirito della legge.
Studente: In realtà, per vietare la preghiera nelle scuole, hanno dovuto evitare l'intero contenuto del Primo Emendamento, cioè che "Il Congresso non farà alcuna legge che proibisca la libera pratica della religione". Dicono che la preghiera potrebbe violare il diritto dell'ateo di non pregare.
Srila Prabhupada: Quindi ora i ragazzi non possono avere una preghiera nelle loro scuole. Queste persone al governo sono per la maggior parte imbroglioni. La gente è diventata imbrogliona ed è per questo che elegge degli imbroglioni come suoi rappresentanti. Potete fare tutta la propaganda che volete, ma non sarete mai felici senza offrire preghiere a Dio.
Studente: E' vero.
Srila Prabhupada: Ma dovreste essere scientifici. Tanto per cominciare seguite le leggi di Dio e conducete una vita pura: non fate sesso illecito, non mangiate carne, non prendete intossicanti, non giocate d'azzardo. Se ripristinate la preghiera nelle scuole, non è male; ma, a meno che non diventiate puri voi stessi, la vostra preghiera non avrà un effetto pratico. Dovete voi essere liberi da tutte queste attività impure.
Quindi, scegliendo tra di voi, potrete scegliere un buon leader. Se volete veramente un buon leader, dovete diventare buoni voi stessi. E potete diventare buoni offrendo preghiere a Dio.
Studente: Perdonami, ma sembra quasi di entrare in un circolo vizioso. Un momento fa dicevi che dobbiamo diventare puri o buoni prima... altrimenti la nostra preghiera non avrà effetto. Quindi come puoi ora dire che dobbiamo diventare buoni offrendo preghiere?
Srila Prabhupada: Non qualsiasi tipo di preghiera. Preghiera significa il canto dei Nomi di Dio. Semplicemente cantando Hare Krsna, sarete in contatto con Dio, la bontà in assoluto. E allora, naturalmente, diverrete buoni. Perché non provate?
Studente: Ci è rimasto poco da perdere. Srila Prabhupada: Ma se canti Hare Krsna, avrai tutto da guadagnare. Provate a cantare e vedrete che grandi risultati potrete ottenere.















La Festa Della
Domenica

ogni domenica pomeriggio

Centri Hare Krishna:

ASTI - roatto  frazione valle reale 20  tel. (0141)9384406
BERGAMO - villaggio hare krishna  da medolago strada per terno d'isola - chignolo d'isola  tel. (035)490706
BOLOGNA - bentivoglio  via ramo barchetta 2  castagnolo minore  tel. (051)863924
CATANIA - centro culturale govinda  via san nicolò al borgo 28  tel. (095)552252
FIRENZE - san casciano val di pesa  villa vrindavana  via scopeti 108  tel. (055)820054
MILANO  centro culturale govinda (telefonate)  via valpetrosa 3/5  tel. (02)862417
NAPOLI - via vesuvio 33/35 - ercolano  tel. (081)7390398
ROMA - via tor tre teste 142 tel. (06)262913
ROMA - nepi  sri gaura mandala  via mazzanese km 700 (cassia calcata) pian del pavone (viterbo)  tel. (0761)527038
VICENZA - prabhupada desh  via roma 9 - albettone  tel. (0444)790573
SVIZZERA italiana  fattoria nandagram - contone  tel. (092)622747



CASE DI DEVOTI CHE ORGANIZZANO INCONTRI E FESTE DELLA DOMENICA:

BRESCIA  hare krishna club  tel. (030)2400995
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CAGLIARI - ristorante govindaji  tel. (070)654435
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SAVONA  padma purana e acintya  finale ligure  tel. (019)695284
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VARESE - narayana e govinda mohini - tel. (031)304129















Fine del numero di gennaio-febbraio 1994.